Recentemente si è diffusa la notizia che nel 2018 Bill Gates avesse preannunciato la futura diffusione della pandemia che ha poi effettivamente colpito il nostro pianeta. Non è l’unico, però: celebre è anche il ragazzino indiano che avrebbe predetto correttamente le ondate del virus. Insieme a lui molti altri si sono dichiarati “preveggenti” della sciagura del 2020.

Circa la previsione di eventi futuri, alcuni osservatori hanno definito l’arrivo della pandemia con l’espressione del poeta Giovenale “un cigno nero”, ossia un evento estremamente raro e imprevedibile, mentre altri vi rivedono “un rinoceronte grigio”, cioè un evento caratterizzato dall’estrema probabilità che diventi realtà ma che viene tuttavia sottovalutato.

È difficile definire se un avvenimento improvviso rientri nella categoria di un “cigno nero” o di un “rinoceronte grigio”, se sia imprevedibile o in qualche modo intuibile. Certo è, però, che le variabili presenti sono talmente numerose e di diversa interpretazione che affermare con sicurezza un preciso accadimento futuro, come la comparsa di una pandemia, sembra impossibile o quantomeno dovuto a fattori esterni incontrollabili, come la fortuna. Valutare in maniera scientifica la storia passata è certamente un punto di partenza per studiare le probabilità future per quanto riguarda aspetti generali, circa precisi avvenimenti, però, temo siamo destinati a considerarli tutti “cigni neri”.

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