Mai come la scorsa settimana è stata chiara l’assoluta e fondamentale centralità di Google nel nostro mondo. La sua grande versatilità e utilità hanno permesso un decisivo passo avanti nel campo dell’informazione e delle comunicazioni. Un blocco momentaneo di quello che fino a una ventina di anni fa era solamente uno dei nuovi motori di ricerca in competizione, ha, invece, causato l’interruzione di lezioni scolastiche, riunioni di lavoro, possibilità di connettersi con il mondo in un momento in cui la connessione virtuale è particolarmente importante. Si è compreso, dunque, l’incredibile e immenso potere che questa piattaforma digitale possiede insieme alle altre grandi aziende di Internet, definite come giganti del web. Un potere tale, però, spaventa notevolmente. In parte perché una semplice interruzione del funzionamento potrebbe avere gravi danni sul funzionamento di una società, interamente costruita sui servizi offerti dal web, in parte perché potrebbe diventare un pericoloso strumento politico, il più efficace di sempre. Per questo motivo è necessaria una regolamentazione e delle leggi che limitino alcune possibilità di controllo delle piattaforme sugli utenti e che permettano a questi ultimi una tutela maggiore.

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