In questo periodo dove noi tutti dobbiamo stare a casa, Google è presente nella nostra vita molto più che in passato: è talmente fondamentale che non riusciamo più a farne a meno.  

Dobbiamo pensare che oggi non vengono più consultate le enciclopedie che usavano i nostri genitori o i nostri nonni, pertanto qualsiasi ricerca, sia per la scuola, che per hobby o per curiosità, viene effettuata attraverso i motori di ricerca disponibili nei computer o negli  smartphone con trasmissione dati.

Lunedì 14 Dicembre Google è “caduto” per 45 min non solo in tutta Italia, ma anche in altri paesi del mondo come Regno Unito, Germania, Polonia. 

Praticamente siamo rimasti senza i servizi essenziali di Google come la posta elettronica, YouTube e molti altri.

Molto studenti che in quel momento erano in videolezione con i loro docenti su Meet, con loro grande stupore sono stati sconnessi improvvisamente dalla piattaforma, senza capirne la motivazione. 

Questo non è stato in realtà il primo blackout di Google: in passato si era già verificato un problema simile: la mattina del 13 marzo del 2019 furono gli americani i più colpiti poiché persero tutti i documenti drive. 

In questa occasione, per fortuna, non ci sono state grandi conseguenze, al massimo solo un po’ di disagio e qualche ragazzo magari è stato anche contento della pausa. 

Google ha  precisato in seguito che a mandare in tilt il sistema è stato il malfunzionamento dei sistemi di accesso a queste piattaforme, il problema è derivato dai server interni di Google .

I responsabili, quindi, hanno specificato che non si è trattato di un attacco esterno da parte di hacker come tutti inizialmente pensavano, ma di un malfunzionamento interno che è stato prontamente risolto.

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