Che sia una spia di un sistema mal funzionante, un semplice down della rete, un attacco hacker o ancora un segno che le nostre vite sono davvero in funzione di un server, quello che è successo lunedì 14 dicembre ha sollevato un sacco di polvere. Ogni servizio offerto dalla piattaforma Google, dalle 12:55 alle 13:52 ora italiana, ha smesso di funzionare, mettendo in evidenza numerose problematiche.

Da una parte sono riemersi coloro che rivendicano più omogeneità di potere, esigendo che anche le imprese più piccole possano avere il loro spazio per emergere, da un’altra quelli che sono tornati a preoccuparsi del trattamento dei propri dati sensibili e della sicurezza di un sistema del genere.

In quanto ai diretti interessati delle legittime critiche, dopo aver ripristinato tutti i servizi, sono arrivate rassicurazioni e spiegazioni sull’accaduto, che hanno anche escluso ufficialmente questo passo falso come una minaccia alla privacy degli utenti.

Per quanto possa sembrare forzato, io paragonerei un disservizio del genere con conseguente impossibilità di lavoro agli utenti per qualche ora, ad una nevicata in un paesino non attrezzato per fronteggiarla, così gli alunni per un giorno non vanno a scuola, gli impiegati se ne stanno a casa e tutte le persone sembra si rendano improvvisamente conto di essere sole, mentre guardano chi con lieta immersione chi con impotenza e malinconia la finestra. Quello che intendo dire è che, per quanto possa aver momentaneamente sospeso delle attività importanti e riguardato ogni sistema di autenticazione della suite di Google (Youtube, Gmail, Meet…) non inquadrerei il “dramma” come è stato fatto; se nevica il problema non è la neve, ma la risposta della comunità. Il problema non è il disservizio della piattaforma -cosa che invece pare essere emersa dai titoli degli articoli, ma la reazione degli utenti, che si sono visti completamente dipendenti da questa, in quanto incapaci di rimediare ripiegando altrove. Concordo, quindi con una sorta di decentralizzazione della gestione generale dei dati, per riuscire ad essere più indipendenti da questi servizi, che anche se eccellenti, si sono rivelati precari e incerti.

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