Il 2020 è praticamente alla fine, e, come ogni anno, è tempo di riassumere gli eventi. E che modo migliore di farlo c’è, se non cercando un resoconto delle ricerche effettuate dagli utenti su Google, specchio immacolato della società odierna? Le statistiche sono uscite e sottolineano l’anno difficile e assai particolare che abbiamo appena affrontato: i primi risultati in lista riguardano il Coronavirus, dal perché abbia questo nome a cosa effettivamente sia, seguito strettamente da Elezioni USA, Classroom, DPCM, Meet, parole  che qualche mese fa neanche facevano parte del nostro vocabolario, e non le avremmo sicuramente mai potute immaginare. Una delle mie prime ricerche di questi infernali 298 giorni ( contati a partire dal 21 febbraio, giorno in cui il paziente 1 è risultato positivo a Codogno, fino ad arrivare a oggi) è stata sicuramente la parola “contagio”, dal latino tangere, toccare, per avere bene in testa a chi, come e con che percentuale di rischio avrei potuto “passare il virus” nel caso in cui malauguratamente ne fossi venuta a contatto. Io, infatti, ho trascorso l’intero lockdown in Croce Rossa. Sono volontaria da quasi due anni ormai, e, nonostante io sia minorenne e non possa salire in ambulanza, di lavoro da fare sia dietro le quinte sia in prima linea (anche se diversamente da come si possa immaginare!) ce n’è, e anche parecchio. Ho passato mesi a prendere chiamate di persone, anziani, giovani, donne, uomini, mamme da sole, figli in ospedale, che avevano bisogno di cibo, farmaci, di chiacchierare. Ho bussato, suonato al campanello, mi sono presentata: “Buongiorno! Sono Ginevra, Croce Rossa Torino”, e ho sorriso, pianto, urlato, ma sempre sotto la mascherina e a due metri di distanza dagli altri. Per mesi abbiamo lavorato nello stesso ufficio, coi cuori l’uno accanto all’altro, conoscendo ogni giorno di più pregi e difetti l’uno dell’altro, condividendo gioie e dolori, piaceri e dispiaceri, senza poterci mai sfiorare, senza poterci mai rifugiare tra le braccia di coloro che in quei mesi, in cui né le domeniche né gli orari esistevano, erano diventati la nostra famiglia. Un anno difficile per tutti, caratterizzato da emozioni prima di ogni altra cosa, che resterà per sempre, nel bene e nel male, nei nostri ricordi.

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