Che ritratto di noi Italiani viene fuori dalle nostre ricerche?

Siamo ormai giunti al termine di questo 2020, a mio parere un anno molto difficile e buio per tutti noi, a causa delle perdite subite, umane ed economiche, e delle restrizioni a cui siamo stati, e tuttora siamo, sottoposti per abbassare al minimo i contagi cercando di uscirne il più presto possibile. E’ arrivato il momento di rivedere da capo questo imprevedibile anno partendo dalle ricerche più frequenti fatte in google. Le parole in testa nella classifica sono “coronavirus”, un virus che ci ha preso di sprovvista cogliendoci impreparati e spaventati per la sua pericolosità; al secondo posto nella classifica delle parole più digitalizzate ci sono “elezioni americane”, molto seguite dalla popolazione di tutto il mondo e che hanno visto come vincitore Biden, lasciando a bocca aperta Trump che è stato messo da parte; al terzo posto c’è “classroom”, il servizio web introdotto da poco per garantire la didattica a distanza che prima dell’inizio della quarantena nessuno pensava di utilizzare. Chi avrebbe mai immaginato, alla fine del 2019, che ci avrebbe atteso un anno così difficile, caratterizzato da così tanti divieti, mascherine, amuchina, gel e per molti segnato dalla propria morte o da quella dei propri cari a causa di un virus mai sentito, il Covid-19? Molto gettonati nella ricerca in internet sono stati anche i nomi di personaggi noti, morti all’improvviso, primo fra tutti nella classifica c’è Maradona, un bravissimo calciatore e allenatore, che è stato campione del mondo nel 1986, deceduto a causa di un’insufficienza cardiaca acuta. Nei primi posti della lista ci sono anche parole come “pandemia”, termine che indica un’epidemia che si diffonde velocemente causando molti contagi e molte vittime. Da queste ricerche si può capire che popolo siamo, una popolazione impreparata ad affrontare una pandemia, ma che lotta; la maggior parte di noi cerca di reagire, di combattere questa battaglia per vincerla. Come? Rispettando ad esempio i divieti e le raccomandazioni imposte, non facendosi abbattere e scoraggiare da questo virus; ma c’è una piccola minoranza di persone che stupidamente o ingenuamente non rispettano le regole e le norme imposte; poi pagano la loro stessa innocenza una decina di giorni quando il covid farà loro visita. Lo so benissimo quanto può essere duro dover rinunciare alla quotidianità, a vedere i propri parenti, a non esprimersi con gli abbracci che sono quelli di cui abbiamo più bisogno in questo momento complicato della nostra vita, ma se non affrontiamo con rigore questa pandemia lei ci sfuggirà di mano e sarà ancora peggio di come sta andando. 

Il covid poi ha colpito pesantemente la nostra industria, di per sé già debole a causa di un calo dei consumi e di un rallentamento del PIL. Le misure anti-covid mettono a dura prova le imprese, che rischiano di chiudere e i dipendenti, che rischiano il licenziamento. Secondo l’analisi di McKinsey la crisi provocata dal covid mette a rischio i dipendenti che lavorano a contatto con colleghi o, ad ogni modo, in ambienti dove non può essere rispettata la distanza minima di un metro. 

 

Prima che venisse scoperto il Covid-19 mi ricordo di una domanda che la nostra prof.ssa di italiano delle medie aveva fatto a tutta la classe, chiedendoci cosa avremmo fatto senza cellulare per dieci giorni, ne è partita una discussione, molti dicevano che sarebbero morti senza, che non avrebbero mai resistito più di un’ora, altri affermavano che avrebbero preferito non uscire di casa per dieci giorni invece che rinunciare al proprio telefono, questo ci fa capire quanto sia importante la libertà ad oggi, il poter uscire, per respirare un’aria nuova piena di sofferenza sì, ma anche di speranza verso il futuro.

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Commenti
  1. Author
    g 10 mesi ago

    Grazie DaviSanta sei molto gentile, sono felice che ti piaccia.

  2. DaviSanta 10 mesi ago

    Personalmente penso che questo scritto sia veramente ben curato, ed esprime con la giusta semplicità dei concetti assai importanti. Molto bello, complimenti.

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