In questi ultimi tempi in cui le vite di tutti sono duramente destabilizzate dal coronavirus, una zona storicamente e geograficamente particolare come l’Alto Adige è comparsa sulle prime pagine di tutti i giornali per un approccio del tutto originale e innovativo alla questione, molto attuale e pressante, dei tamponi. Meglio tamponi rapidi o più affidabili? Tamponi gratis o a pagamento? Tamponi di massa o tamponi per pochi?

Sono queste le domande “eterne” su cui le istituzioni sono chiamate a deliberare a nome dei cittadini.

In questo contesto, la zona a statuto speciale dell’Alto Adige ha deciso di testare in pochi giorni più di 340.000 dei suoi cittadini, che si sono presentati volontariamente nei centri predisposti per i test. Una scelta dettata dalla necessità di monitorare meglio l’andamento del contagio, ma che rappresenta sicuramente un investimento importante sul piano economico.

Dalla provincia di Bolzano vediamo quindi una scelta sicuramente audace, l’ennesima di una regione come il Trentino, tradizionalmente legata all’innovazione e a una gestione spesso moderna e coraggiosa della cosa pubblica.

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