Recentemente in Trentino Alto Adige nell’arco di 3 giorni sono state testate 350 mila persone per rilevare e stimare, sulla base dei dati, i contagiati e non dal Covid-19. Un metodo di certo interessante, perché permette di fare un’analisi davvero accurata e minuziosa della popolazione, ma quanto è davvero efficace? Innanzitutto si dovrebbe tenere in considerazione l’eventuale presenza di falsi negativi o falsi positivi, che potrebbero alterare il conteggio finale. E anche nel caso in cui la sensibilità dei test utilizzati potesse migliorare, non c’è alcuna garanzia che una persona negativa, subito dopo l’esame, non venga contagiata. Infatti, i risultati ottenuti oggi potrebbero cambiare in maniera significativa se si dovesse ripetere nuovamente il test, e non c’è neanche l’assoluta certezza che una persona guarita dal virus non possa eventualmente riaverlo. Per non tenere dire che tale modalità implica la necessità di un notevole lavoro e l’impiego di un considerevole numero di personale sanitario, di cui c’è già scarsità nei reparti maggiormente bisognosi. L’utilità di tale procedura non va negata, ma probabilmente potrebbe essere più utile se utilizzata su una malattia con caratteristiche più lineari, come il fatto che non possa avvenire il contagio due volte nello stesso individuo.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2021 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account