In Alto Adige si è realizzato quello che, al giorno d’oggi, è il sogno di tutti i medici e gli scienziati: il tracciamento della diffusione del Covid-19 su gran parte della popolazione. Il 64% degli altoatesini, infatti, si è offerto volontariamente ai test offerti gratuitamente dalla regione. L’iniziativa ha permesso di trovare oltre 3000 asintomatici, dei quali non si sarebbe assolutamente sospettato. L’Alto Adige, che si è imposto norme molto più dure rispetto al resto dell’Italia nell’ultimo periodo, chiudendo, ad esempio, anche le scuole elementari, può ora, sia grazie allo screening di massa, sia attraverso la rigidità delle restrizioni, avviarsi lentamente verso una riapertura. Il problema della pandemia, però, non riguarda solo una regione, ma l’Italia e il mondo intero. La domanda che ci si pone è se sia quindi necessario chiudere tutto e effettuare tamponi su tutta la popolazione. Per quanto in un mondo ideale o in una piccola realtà come quella altoatesina possa sembrare la soluzione più rapida e efficace, l’idea non è realizzabile. Innanzitutto da un punto di vista economico: una chiusura totale porterebbe sicuramente a una crisi molto maggiore di quella che stiamo vivendo. In più un’ulteriore chiusura di tutte le scuole causerebbe un danno sociale e nell’istruzione dei giovani assolutamente irreparabile.

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