Quasi il 70% degli Altoatesini ha partecipato allo screening di massa organizzato dalla provincia autonoma di Bolzano fra il 20 e il 22 novembre. Appena l’1% dei cittadini è risultato positivo e, fra questi, oltre 3000 asintomatici che, secondo il governatore altoatesino Kompatscher, se non fossero stati individuati, sarebbero diventati pericolosi veicoli di contagio. In tal modo, quindi, si è potuto comprendere al meglio il livello dei contagi nella regione ed è stata misurata l’incidenza del virus, al fine di prevenirne la diffusione e di donare, di conseguenza, un po’ di “respiro” agli ospedali sovraffollati.

Ora ci si chiede se un’iniziativa del genere, prima ritenuta irrealizzabile, sia ora attuabile sull’intero territorio nazionale. I problemi che si presentano sono, tuttavia, ancora numerosi e non è da escludere che lo screening di massa potrebbe non essere la soluzione più efficace per contrastare la diffusione del Covid19. Si tratta, certamente, dello strumento migliore per il tracciamento ma, a fronte dei diversi problemi all’interno del sistema sanitario italiano, tale modello potrebbe essere, oltre che difficilmente attuabile, perfino non prioritario.

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