Il XX secolo è stato caratterizzato dal ruolo egemonico delle due super potenze USA ed URSS, che si sono contese la supremazia geopolitica mondiale. La caduta del muro di Berlino, nel 1989, ha dato inizio ad una situazione mondiale più dinamica: sono emerse nuove potenze, come la Cina, il Brasile, l’India, che hanno puntato ad essere altamente competitive in settori produttivi specifici. Il nuovo Millennio ha evidenziato che è in atto un tipo di competizione a livello internazionale che si disputa con la ricerca nei laboratori biotecnologici, con la capacità di sviluppare conoscenze e di brevettare tecnologie e la corsa alla realizzazione del vaccino anti-Covid degli ultimi mesi ne è un chiaro esempio. Stati Uniti, Cina, Russia, UE: tutti vogliono assicurarsi un ruolo centrale  nel nuovo quadro geopolitico, dove è ormai evidente che il vero potere è determinato dall’arrivare primi in settori all’avanguardia, che influenzano i mercati mondiali, col risultato di accelerare lo sviluppo della ricerca e di operare un controllo reciproco su ciò che ne risulta. Il quadro geopolitico che si va delineando sembra tendere alla creazione di una rete di centri di potere, dove non è più possibile individuare pochi vertici, quanto piuttosto maglie interconnesse che a volte si ostacolano, ma che sempre più spesso interagiscono e potrebbero contribuire ad una redistribuzione dei rapporti di potere tra i vari Paesi o ad una polarizzazione ancora più definita del potere

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