In queste ultime due settimane il territorio italiano è stato colorato di rosso, arancione e giallo.

Questi tre colori vengono assegnati a una ragione seguendo i ventuno parametri stilati nell’ultimo decreto. Questi a loro volta sono suddivisi in tre fasce principali: la prima riguarda il processo di monitoraggio dei contagi Covid, la seconda il processo di diagnosi e capacità di gestioni dei casi positivi, e l’ultima il buon funzionamento dei servizi sanitari.

Questo documento stabilisce quali regioni si trovino in zona rossa, arancione o gialla; quindi con alto alto o basso indice di contagio, di casi positivi rispetto ai tamponi effettuati, oppure la cattiva o buona gestione della pandemia dai servizi sanitari (situazione negli ospedali, i posti letto per i contagiati, la mancanza di personale e strumenti).

Però questi ventuno parametri credo che non siano stati trasmessi adeguatamente alla popolazione: la maggior parte della società non è informata su queste normative, le dà per note, no informandosi sulla base di quali criteri sono state stabilite e soprattutto perché.

Ritengo che sia necessaria una divulgazione più ampia di questi parametri, affinché la società riesca a comprendere interamente la nuova situazione in cui si trova, definita “seconda ondata di contagio”, e ad aspirare a quel fatidico colore, adesso visto come irraggiungibile: il verde.

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