Per evitare che si contesti ancora la suddivisione delle regioni in rosse, arancioni e gialle, il Governo italiano ha dichiarato che da ora in poi si affiderà a 21 parametri epidemiologici fissati da esperti. Questi criteri sono oggettivi e seguono un metodo scientifico, unico in Europa, per determinare le misure ristrettive da applicare ai diversi territori. Ultimamente non si parla d’altro se non di algoritmi, curve pandemiche, Rt, e adesso si comincia a parlare di parametri sulle capacità di monitoraggio, di accertamento diagnostico, e così via. Dopo aver provato a leggerli tutti e 21, ho l’impressione che non dovrebbe essere troppo difficile comprenderli, analizzandoli uno alla volta, soprattutto se si è dentro al mondo della Sanità. Il documento però, nel suo insieme, appare oscuro: rispecchia, in fondo, la complessità del problema Covid-19, la nostra insicurezza nell’affrontarlo e il nostro bisogno di appoggiarci a schemi e numeri. In sostanza, è evidente la confusione in cui ci stiamo muovendo tutti.

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