L’Europa mette a disposizione le risorse per fronteggiare la spesa sanitaria, senza condizionalità, ma l’Italia si divide sull’opportunità o meno di attivare questa opzione. Il Meccanismo europeo di stabilità è stato creato nel 2012 per sostenere gli Stati membri dell’Eurozona temporaneamente impossibilitati a finanziarsi sul mercato: è un trattato intergovernativo, nel cui board sono presenti i ministri delle finanze dei 19 Stati aderenti.

Nell’ambito dell’emergenza Coronavirus, tra le misure messe in campo dall’Europa a sostegno degli Stati membri più colpiti è stata prevista la possibilità di finanziare parte delle spese straordinarie in ambito sanitario attraverso il ricorso ai fondi del MES. Per il nostro Paese si tratterebbe di avere accesso ad una somma cospicua ad un tasso vicino allo zero, con l’unica condizione che vengano utilizzati per investimenti di carattere sanitario legati al superamento dell’emergenza Covid-19. I favorevoli sostengono che, in tal modo, il Paese potrebbe avere accesso a una linea di credito estremamente conveniente, alleggerendo in tal modo la pressione sui mercati. I contrari invece temono che ex post possano essere introdotte delle condizioni capestro, tali da menomare la sovranità nazionale.

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