Nel gergo comune si usa spesso l’espressione “vivere con il paraocchi” quando qualcuno sembra non notare i problemi evidenti che lo circondano, ma si potrebbe esprimere un concetto simile dal punto di vista opposto: più che con una benda, talvolta si rischia invece di approcciarsi al mondo attraverso il filtro di una grande lente di ingrandimento che ingigantisce ciò contro cui la punti, focalizzando tutta l’attenzione verso un determinato particolare e facendo apparire così tutto il resto più piccolo e più insignificante. Questo effetto risulta oggi sempre più evidente nel settore dell’informazione: tutti, dai giornali, ai media, alle voci di paese, parlano dell’argomento più in voga, del tema di tendenza, rischiando così di dimenticare tutto quello che ci gira attorno. Da marzo in poi, telegiornali e quotidiani non trattano altro se non della situazione di emergenza sanitaria dal coronavirus prepotentemente imposta in tutto il mondo, che sembra invece aver risolto, o meglio dimenticato, tutti gli altri problemi precedenti alla pandemia. È curioso e paradossale, in realtà, come un organismo microscopico sia riuscito a rubare la scena ad ogni altra problematica; come proprio un virus che fa dell’invisibilità il suo punto di forza, sia diventato ormai tangibile nelle distanze sociali, nella paura e “sulla bocca” di milioni di persone. È necessario e di fondamentale importanza che si parli e si informi riguardo il covid-19, ma ciò non significa dimenticare tutto il resto: qualcuno ad esempio ricorda ancora di quei venerdì mattina in cui le piazze erano stracolme di cittadini? Manifestanti, studenti, attivisti, gente di tutte l’età uniti per dar voce ad un grido d’aiuto per il pianeta, sembra una vita fa… e un po’ è così, il virus ci ha costretti ad una nuova vita, con nuove abitudini, ed una nuova normalità, ma il mondo è sempre lo stesso e chiede ancora aiuto. 
Quando succede qualcosa di brutto l’uomo tende a chiedersi il perché, che cosa si sia fatto per meritare le difficoltà che la vita gli pone davanti: è umano, viviamo in una società in cui da sempre ad azioni negative corrispondono conseguenze altrettanto negative, delle punizioni. Il covid-19 ha portato tanta sofferenza, ma non solo: durante i mesi di lock down è come se il pianeta avesse preso una boccata d’aria fresca, infatti tante azioni quotidiane dell’uomo, che nuocciono al pianeta, sono state bloccate o perlomeno dimezzate. Forse è questione di karma: in un mondo egoista e che non ha saputo mai guardare oltre i propri interessi, c’era bisogno di un virus che rieducasse le persone all’altruismo e alla cura verso il prossimo, perché stare a casa, indossare le mascherine, mantenere le distanze, lo si fa per proteggere gli altri. 
È giunto dunque il momento di lasciare la lente di ingrandimento al passato, alzare lo sguardo e aprirsi verso una visione di insieme, e non solo per quanto riguarda le problematiche attuali, ma anche e soprattutto per smettere di guardare ai propri interessi e coalizzarsi invece per il bene comune.  

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