La Terra sta vivendo un gran brutto periodo, lo sappiamo: da mesi la pandemia condiziona la vita umana e di covid-19 è certo giusto parlarne, per tenere al corrente i cittadini così da indirizzarli sulla giusta strada, sperando che sia vicina. La vera domanda da farsi però non é se sia il caso o meno di occuparsi di questo virus, bensì “Perché si è smesso di parlare dell’estinzione di alcune specie, del surriscaldamento globale, dell’inquinamento e di molte altre problematiche?” Per quanto si possa essere condizionati dal coronavirus, bisogna tornare ad una visione più ampia del mondo così da rendersi conto di ciò che sta accadendo su scala ambientale globale.
        Forse non si è smesso di parlare di tutto ciò, ma di certo la stampa non sta incentrando il suo lavoro su questi aspetti. La stampa, come si è già visto nella storia, è uno strumento potentissimo, in grado di condizionare le masse ma anche di renderle coscienti di ciò che possono e devono fare. Quindi bisogna pubblicare notizie su questi argomenti cosicché si possa di nuovo rendere la Terra un posto migliore e non disperdere tutto il tempo, l’impegno e la dedizione che molti hanno già speso per combattere queste difficoltà che ormai sono parte della nostra vita. Basta pensare alla giovanissima Greta Thunberg, che ha avuto la forza di denunciare il riscaldamento globale andando contro a diversi interessi politici e raccogliendo, dalla sua parte, ampio sostegno dai giovani.
        Il mondo è in una brutta situazione, ma bisogna continuare ad andare avanti non dimenticandosi di tutto il resto. Bisogna cercare, e ci si deve riuscire, a tenere tutto sotto controllo e l’unico modo per farlo è collaborare, tra governi e tra cittadini.

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