Quotidiani, notiziari, giornali online e, soprattutto, la gente, dal marzo scorso sembrano aver contratto una specie di “covid mania”, che rende le tematiche non legate al virus quasi secondarie. Eppure i problemi presenti prima dello scoppio della pandemia globale non sono scomparsi e, se non trattati prontamente, potrebbero causare gravi danni a tutta la popolazione. L’informazione su contagi, rischi, regole e limitazioni conseguenti al coronavirus sono importanti, essenziali per superare questa situazione, ma è bene non sottovalutare ciò che, sotto tutto questo, continua a covare.
Prima di tutto l’ambiente: è da ingenui pensare sia tutto passato e la Corte di Giustizia dell’Unione Europea sicuramente ce lo ha ricordato pochi giorni fa. L’Italia infatti, ai vertici della triste classifica, rischia un’ingente multa per non aver rispettato i parametri comunitari per la qualità dell’aria, non badando alle quantità di particolato atmosferico e biossido di azoto emesse. Il governo negli ultimi anni si è dimostrato del tutto inoperoso al riguardo, al punto di non attingere nemmeno ai fondi destinati dall’UE alla creazione di una rete di ricarica per veicoli elettrici. Nel settore trasporti nulla quindi è stato adottato per investire, come molti altri Paesi hanno invece fatto, sull’energia sostenibile, sebbene le morti a causa dell’inquinamento atmosferico nella nostra nazione superino le 90000 all’anno.  
A livello mondiale la situazione non è comunque migliore, con il buco dell’ozono, di cui ormai poco si sente parlare, di nuovo in crescita a causa delle emissioni dei clorofluorocarburi. I danni da ciò provocati sono immensi, sia per la nostra biosfera (effetto serra e surriscaldamento globale) che per la nostra salute. Conseguenza diretta è certamente l’estinzione di molte specie: oggi sono a rischio più di un milione di specie animali e il 40% delle piante esistenti.
Perché, potendo risolvere tutto grazie ad una cooperazione globale per un interesse comune, continuiamo a temporeggiare? Ora a fermarci sono la pandemia e le difficoltà che questa ci obbliga ad affrontare anche da un punto di vista economico, ma è necessario essere al corrente di ciò che ci aspetterà quando il Covid-19 finalmente sarà sconfitto. 
Altro consistente problema per l’Italia riguarda l’immigrazione, con sbarchi clandestini e criminali scafisti che non sono stati fermati dal lockdown. Uno dei tanti esempi possibili è proprio l’arrivo di un barcone la scorsa notte a Lampedusa, nell’indifferenza dei nostri partner europei: al Bel Paese viene infatti attribuita in parte la responsabilità dell’attacco terroristico di Nizza, attuato da un tunisino sbarcato proprio a Lampedusa e forse evitabile grazie ad un controllo più accurato. La “covid mania” che ci attanaglia non deve impedirci di mantenere viva l’attenzione sulle tante problematiche che restano presenti momentaneamente sotto traccia.
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