Per MES s’ intende un fondo economico a cui gli stati europei, solitamente quando si trovano in difficoltà economica, possono accedere. Esso è nato in seguito alla crisi finanziaria del 2008, più precisamente dopo che gli “spread” di Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna sono saliti a livelli stellari, tanto da causare una forte speculazione in Borsa. Gli stati in difficoltà possono accedere a queste risorse, ad una condizione, ovvero quella di essere controllati dalla Troika. La Troika è un organo europeo di controllo che assicura che tali soldi vengano spesi per scopi necessari e non intascati dallo stato. Ciò, però, impone uno stretto regime di severità economica, ad esempio aumenta le tasse e taglia le spese pubbliche, il tutto al fine di riportare in pari il bilancio di uno stato. Ultimamente si è parlato anche di un MES light, cioè strettamente legato alla questione sanitaria che consentirebbe di usare questi fondi senza controllo della Troika, ma solo per la pubblica sanità. Per formarsi un pensiero critico sui vantaggi o sugli svantaggi di ciò, è necessario guardare alla storia. Nel 2010 la Grecia adottò il MES e quindi scese in campo anche la Troika. Tuttavia, se da un lato nel lungo termine le condizioni sono migliorate, nell’immediato erano precipitate, proprio a causa dei forti restringimenti imposti e ciò causò le ben note proteste dei cittadini meno abbienti. Oggi nel nostro Paese Il centro destra fa leva sulle difficoltà che porterebbe la Troika e sostiene che, invece, l’Italia possa farcela anche senza questi aiuti europei. Diverse sono invece le posizioni del centrosinistra: alcuni accetterebbero di utilizzarlo anche a condizione che sopraggiunga la Troika, altri invece ritengono che, dato l’importante ruolo che ha l’Italia nell’economia mondiale, non subirebbe mai le stesse perdite che di cui la Grecia ha fatto esperienza. Di conseguenza non c’è da temere nessuna drastica crisi e le attuali condizioni storiche ci insegnano che la sanità pubblica non va trascurata, ma anzi finanziata.

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