A causa del corona virus, per un istante tutto si è fermato. La scuola no. La scuola, nonostante tutto, è riuscita ad andare avanti; docenti e studenti di tutta Italia, infatti, stanno facendo il possibile per non perdere l’anno scolastico attraverso, però, uno schermo. C’è chi pensa che questa sia una soluzione efficace, indispensabile e c’è chi pensa tutto il contrario.

Schierarsi da una delle due parte è molto difficile, poiché entrambe possiedono i propri pro e contro. Essendo una studentessa e vivendo a pieno questa didattica a distanza, ammetto che, anche se indispensabile per non perdere l’anno, risulta il più delle volte pesante e non così efficace come tutti pensano: gli alunni sono meno controllati, e anche se è una loro responsabilità ascoltare o meno, la maggior parte è portata a non farlo tanto “quest’anno non mi bocciano!”. Inoltre, passare ore ed ore davanti ad uno schermo può sembrare semplice per noi che facciamo parte della generazione Z, quella nata con i tablet in mano, sempre connessa e che vive tra i social network, ma tutto questo non è affatto vero: tutti noi sentiamo a fine giornata la stanchezza dovuta alle ore davanti lo schermo, al mal di testa e agli occhi che ormai vanno dove vogliono.

Nonostante ciò, la scuola deve continuare. Tutti hanno il diritto di terminare l’anno scolastico, per iniziarne uno nuovo dimenticando quanto successo in precedenza, per poi non ritrovarsi a settembre con il doppio del programma. Non per questo, però, il docente deve entrare a far parte della vita privata di uno studente, inserendo le proprie ore nei pomeriggi o in orari fuori lezione se non in caso di necessità; nessun docente può approfittare di questa situazione nella quale “tanto non abbiamo niente da fare, almeno studiate”. Allo stesso modo gli studenti non devono approfittare del “tanto non mi vede” per tornarsene a dormire, o per fare qualsiasi cosa si voglia, per copiare durante le verifiche scritte o per leggere durante una orale.

Per questo, secondo me, la didattica a distanza dovrebbe essere una forma di didattica opzionale e non obbligatoria, dove chi è interessato nel proseguire al meglio i propri studi fa delle scelte e viceversa.

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