L’anno scolastico deve ancora finire, ma noi stiamo già parlando del prossimo, di come e se si tornerà fisicamente in aula. Non si sa bene come sarà la situazione a settembre, ma è corretto che il governo si prepari al peggio e ad assicurare la minima possibilità di contagi tra gli studenti. Mancano più di tre mesi al via, ma è giusto occuparsi già ora della questione, poiché la riorganizzazione di orari e la disposizione delle classi necessiteranno molto tempo per essere messe a punto.
Ci sono diverse ipotesi al riguardo, delle quali la più convincente e più probabile è la divisione della classe in due gruppi: uno di essi andrà a scuola e l’altro assisterà alle lezione da casa, tramite il computer; al termine di periodi stabiliti i gruppi si invertiranno. In questo modo non si dovrebbero riorganizzare gli orari o ingrandire le classi, poiché il numero dei ragazzi si  dimezzerebbe e si riuscirebbe a mantenere il distanziamento sociale. Sicuramente ci si dovrà organizzare, perché si tratta di una situazione completamente nuova, senza precedenti, che dovrà integrare la scuola tradizionale con quella virtuale. Bisognerà immaginare il docente che spiega alla lavagna, munito di mascherina, a circa una quindicina di ragazzi, anch’essi muniti di mascherina e con i banchi singoli e distanziati, mentre una web cam rivolta verso la lavagna trasmette la spiegazione all’altra metà della classe che si troverà presso la propria abitazione. Sicuramente i gruppi si dovranno invertire periodicamente. Probabilmente si dovrà diversificare l’attività dei due gruppi, per esempio dando una maggior quantità di compiti e di pagine da studiare al gruppo “casa”, mentre a scuola si alterneranno spiegazioni a verifiche. Si farebbero così tutte le prove nel mese in cui si è a scuola: è vero che si concentrerebbero in un breve periodo, ma così si supererà il problema dei test svolti tramite il computer, per i quali i voti non possono superare una certa soglia a causa della diffidenza di alcuni docenti.
La scuola settembrina sarà insomma una scuola nuova, che ci metterà tutti alla prova, un po’ come è accaduto per gran parte di quest’anno scolastico, nella speranza che tutto torni il prima possibile alla normalità.
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