La scienza e la politica sono le due colonne su cui il mondo moderno si basa. La situazione odierna ha sicuramente sottolineato l’importanza di ognuna di queste due discipline nella società.

Per il funzionamento di una comunità infatti, ci deve essere l’opportuno spazio sia per la politica che per la scienza e tutte e due devono aver uno stesso unico obiettivo, ovvero rendere migliore la vita delle persone. Tuttavia, sebbene il fine sia lo stesso, il lavoro dello scienziato è molto diverso da quello del politico. Lo scienziato infatti basa la sua ricerca sulla scoperta della verità, concentrandosi strettamente sul presente, e il suo compito è trovare sempre più informazioni utili per lo sviluppo della società. Il politico, invece, ha l’obbligo di guidare la società verso il futuro, per fare ciò è fondamentale che egli si basi sulla ricerca scientifica, prendendo in considerazione le informazioni che questa mette a disposizione; il suo compito, tuttavia, deve essere quello di intermediario, che, tramite una visione più ampia, che contempli perciò anche molti altri fattori, come quello economico-finanziario o quello strettamente sociale, riesca a coniugare tutti questi aspetti per poter prendere le scelte più sagge possibili. Inoltre un buon politico deve saper ammettere la superiorità della scienza, poiché è da essa che deriva tutto lo sviluppo umano, e non deve mai cercare di comandarla o condizionarla. Lo scienziato allo stesso modo deve ribellarsi alle possibili restrizioni del governo, non per far politica, ma per ricercare la libertà che gli permetta di essere più efficiente possibile nella ricerca della verità. Politica e scienza devono quindi lavorare in sinergia tra di loro.

Inserendo questa riflessione nell’attuale contesto, cioè nella situazione Covid-19, possiamo vedere come il compito degli scienziati sia quello di ricercare informazioni e certezze, come il vaccino, mentre quello dei politici sia, in attesa di queste certezze, saper prendere le giuste scelte che possano attenuare queste problematiche. Tali scelte, se prese con una mentalità solo scientifica, sarebbero certamente inadeguate: con questa visione ristretta, il governo potrebbe scegliere, ad esempio, di estendere la durata del lockdown fino alla completa scomparsa del virus, causando un aumento della disoccupazione, una profonda crisi economica e, conseguentemente, la morte di moltissime altre persone.

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