Di sicuro è di credenza comune il fatto che la politica in svariate situazioni, come la presente, giochi un ruolo fondamentale di guida all’interno sia di uno Stato sia di una città. Per questo motivo risulta uno dei lavori più difficili quello di coadiuvare diversi ambiti fra scienza, cultura, religione e molti altri non di minore importanza, in nome di una via da proporre al popolo da seguire come soluzione ai differenti problemi.

In particolare, il rapporto che intercorre fra politica e scienza è molto radicato, in quanto le scoperte di una stanno alla base delle scelte dell’altro, ma non sempre in un rapporto consequenziale, infatti il politico deve saper destreggiarsi fra vantaggi e svantaggi nella maniera di scegliere ciò che porta più benefici allo Stato sia a livello economico che sociale e morale. In questi anni, ma come d’altronde ci si aspettava da secoli, il valore della ragione, del materialismo, dell’efficienza si stanno affermando come punti cardine nella società, in quanto il motto principale potrebbe esser ridotto a “ il guadagno è la felicità”, data la concretezza del mondo in cui viviamo. Purtroppo a volte però la ragione, la mente umana deve fermarsi di fronte a problemi incomprensibili per lei, e affidarsi a delle scelte relative in base a pro e contro, ed è per questo che nasce uno dei tanti compiti del politico, quello di trarre il meglio dal poco che si ha. Nella situazione odierna, la scienza fa quel che può per trovare soluzioni al problema, ma nel mentre, il politico deve saper tener conto delle scoperte scientifiche, dei relativi costi applicati alla popolazione e degli effettivi svantaggi che causerebbe una determinata scelta, per poter dare chiare istruzioni da seguire al popolo, che in momenti del genere sente il bisogno di una figura cardine a cui riferirsi. Per questo a volte viene sottovalutata la capacità relazionale e decisionale dell’uomo, che anche se non riesce, per incapacità della mente, a trovare una soluzione univoca, sicura al 100%, riesce invece a fornire buone strade delle quali avvalersi nel momento di crisi: in questi tempi viene data fin troppa fiducia alla scienza, alle innovazioni tecnologiche, nella convinzione che tutto questo porti ad un miglioramento della vita, non tenendo conto però del fatto che, prima di tutto, siamo uomini. In quanto uomini, bisogna avere una visione d’insieme che ci permette sia di sbagliare sia di essere nel giusto, sia di confrontarsi con l’altro nella ricerca di una risoluzione unica, sia di poter osservare con distacco con la giusta misura pro e contro di un determinato evento, mentre invece la completa fiducia nelle macchine e nello scientifico porterà sì ad uno sviluppo economico, ma non ad uno sociale allo stesso tempo, ciò che al contrario tenta di fare il politico.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2021 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account