Definire quale sia oggi il giusto rapporto tra politica e scienza è difficile. È impossibile vedere un giusto equilibrio tra una scelta più razionale basata su fatti scientifici e una, invece, che esprime i bisogni di tutti. Ma in periodi come questi in cui la scienza non ha risposte ad un problema che colpisce tutto il mondo, come ci si deve comportare?

Fino ad ora tutte le scelte che sono state fatte si sono basate sui numeri dei contagiati, dei morti e di tutti i malati che invece sono riusciti a guarire. La comunità scientifica in pochi mesi è andata in subbuglio, tra continue informazioni alla ricerca di una cura che possa permetterci di ritornare alla normalità il più velocemente possibile. Ma ancora non siamo riusciti a trovare delle vere e proprie certezze, non sappiamo come andrà né se sarà possibile ricominciare a vivere come prima. In questo clima di caos, il governo ha sempre svolto un ruolo da mediatore tra la comunità scientifica e i cittadini, cercando in ogni modo di salvaguardare la salute di tutti, ma anche la loro integrità. Infatti, a due mesi dall’inizio del lockdown, il governo ha deciso di allentare un po’ quelle misure che non ci avevano permesso di poter uscire di casa, anche senza delle vere e proprie certezze su come ci si debba comportare nei confronti di questo virus.

Non sapendo quando finalmente tutto questo smetterà, abbiamo iniziato a fare congetture, abbiamo iniziato a riempire i nostri discorsi “di se e forse” che non sappiamo essere veritieri. Possiamo però solo sperare che il governo, basandosi su tutte le informazioni della comunità scientifica, possa fare la scelta giusta per la salute e il futuro di tutti.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account