Qualche giorno fa è stato il 1 maggio: come lo avete passato? Io, come ogni altro giorno da circa due mesi, a casa con la mia famiglia nel rispetto delle restrizioni (ma anche se fossimo voluti uscire, ci sarebbe stato ben poco da fare…); mentre l’anno scorso ricordo piacevolmente di essere stata a casa di un amico per una grigliata insieme.

Quello che mi chiedo è se il prossimo primo maggio saremo capaci di rivivere questi momenti con spensieratezza, ma anche quando potremo ricominciare a a farlo.

La fine di questo “tunnel nero” sembra così lontana, anche se ogni giorno i numeri si abbassano lentamente grazie alle strette norme che ci sono state imposte, le quali sono fatte eseguire con molto rigidità (per esempio con i controlli delle forze dell’ordine); ma soprattutto grazie al buon senso della popolazione, alla sua volontà di ritornare alla normalità senza il virus e al suo altruismo.

Forse ci stiamo avvicinando alla fine per l’avviamento del decreto numero 2 che prevede l’allentamento della distanza sociale e la riapertura di moltissime attività lavorative; purtroppo, vista di malocchio da molti personaggi, questa fase potrebbe coincidere con un’altra ondata del virus.

Personalmente concordo, anche se trovo il decreto fondamentale per ripartire: sarà impossibile evitare il contatto umano (soprattutto negli ambienti lavorativi) quindi io farei appello alla coscienza umana, sottolineando l’importanza delle precauzioni (guanti e mascherine), della distanza di sicurezza e del non fare cose rimandabili (come una corsa in compagnia o la cena con gli amici).

Ci siamo arrivati combattendo a questa fase 2, ora sarebbe una perdita di tempo e di vite ripartire da capo. L’inizio è stato difficile infatti: nessuno si sarebbe aspettato di dover restare a casa per due mesi senza poter far visita ai parenti per la loro sicurezza perché tu stesso potevi essere portatore del virus, senza poter andare a scuola (questo mi è pesato tantissimo perché nonostante faccia le video-lezioni, i banchi e le aule sono tutta un’altra storia), senza avere la certezza di poter tornare a lavoro, senza poter prendere la brioche al bar preferito con i tuoi amici che ora vedi solo in videochiamata e senza altre mille abitudini che ora possiamo definire ricordi preziosi.

Io cerco sempre di vedere il lato positivo delle situazioni in cui mi trovo, perché forse è l’unico modo per affrontarle; in questo tempo trascorso e che verrà a seguire, non dimenticherò mai quali sono le priorità: sé stessi e il proprio modo di vivere.

Magari non sarà così per tutti però ho capito che se io sono coerente con me stessa (rispettando le regole) in futuro sarà più semplice fare quello che vorrei (rivedere i miei nonni ad esempio) e se io sono attenta quando esco a fare spesa (pensando a me) c’è molta meno probabilità di portare il virus a casa (pensando alla mia famiglia).

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