L’esperienza del lockdown è qualcosa di nuovo per tutti, soprattutto per noi uomini moderni, senza più limiti di spazio di tempo e di velocità.

In questo clima che caratterizza la nostra società, di frenesia, di spazi sempre nuovi, di gente sempre nuova, essere intrappolati per più di due mesi nello stesso posto, non sempre spazioso come si necessiterebbe, con sempre le solite persone o addirittura da soli, è qualcosa che va completamente al di fuori dei nostri schemi.

Eppure questa frenata brusca che i nostri tempi sono stati costretti a prendere ci consentiranno, ci stanno già consentendo, di fare un bilancio della nostra vita e di vedere in cosa abbiamo sbagliato e in cosa invece dobbiamo perseverare.

In un periodo di incertezza, dove le entrate scarseggiano, mentre le uscite sono assicurate, capire cosa è necessario e cosa invece deve essere abbandonato diventa fondamentale, e diventa ancora più impellente questa esigenza quando tutto il mondo già parla di una seconda ondata nonché di epidemie sempre più frequenti.

Questo lockdown quindi non deve essere visto come una perdita di tempo, di occasioni preziose, ma come una possibilità di rendersi conto in che direzione i nostri stili di vita, i nostri vizi e pregi e, forse più di tutto, il nostro modo di fare economia e di investire dovranno cambiare per adattarsi ad un’epoca incerta.

Allo stesso modo dell’economia, questo distanziamento sociale forzato ci farà capire quali sono i veri affetti importanti, quali sono quelli senza cui non possiamo proprio resistere e quali invece si sono dimostrati essere una liberazione.

Insomma, a conti fatti questo coronavirus ci sta costringendo a fare un esame di coscienza, a ripulirci dalle cose che ci fanno stare male, ci sta costringendo a passare più tempo con noi stessi e a capire cosa ci piace veramente e cosa invece va assolutamente cambiato.

Tutte cose che di norma avremmo ignorato, ma che dovendo conviverci per più di due mesi ci hanno inevitabilmente cambiato il nostro modo di vedere il mondo e le persone che ci circondano e la sfida adesso sarà quella di essere all’altezza di questo mondo ormai cambiato alla radice.

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