Il periodo che viviamo é un periodo straordinario. Una cosa così non era mia successa e nessuno poteva prevederla.   É una situazione del tutto nuova; una situazione che se ci pensi ci ha avvicinati.

Siamo tutti in questa situazione; non c’é uno stato che si é salvato. É quasi ironico: ‘We are all in this together’; non avrei mai pensato che la canzone del mio film preferito da piccola potesse un giorno diventare l’inno di quello che accade questi giorni, eppure eccolo qui. Quel virus, così piccolo, così invisibile é arrivato senza annunciarsi. Noi non l’abbiamo visto e in un attimo ha scatenato l’inferno. Ci ha trovati impreparati e per un po’ si é divertito ma a cui pian piano ci siamo adattati: o almeno é quello di cui parlano. Parlano di vaccino sperimentale; parlano di nuove cure ma alla fine quello che in realtà fanno é parlare. I telegiornali non hanno argomenti migliori che ricordarci quanti ci hanno lasciato; evidentemente si divertono così ma io non ce la faccio più.  Dicono tutti di temerlo; dicono tutti che hanno paura ma poi non importa niente se infrango le regole. Dicono tutti che una vita così proprio non si può ma poi non fanno niente; rimangono a guardare davanti a chi sgarra. Se la prendono con i politici; dicono che non sanno fare niente, senza rendersi conto che in realtà tutto sarebbe già finito se tutti rispettassero le regole.  O almeno é quello che dicono..Dicono, dicono, dicono di tutto.  Tutti sono esperti adesso; tutti hanno una loro idea. E allora se ne avete le risposte a tutto rispondete alle mie domande. Come si supera questo periodo?

Come si riesce ad andare avanti dopo che l’unica cosa che hai visto é stata tristezza e oscurità? Come si riesce a pensare positivo quando un tuo parente si ritrova lì; disteso su un letto d’ospedale da solo, e tu non puoi andarlo a trovare?  Come si riesce ad andare avanti dopo questo? 

Le cose capitano e non ne faccio colpa a nessuno ma una cosa la voglio dire a chi crede di poter far tutto. Ricordati che non sei solo; che tu abbia una famiglia o meno, se non vuoi farlo per te farlo per gli altri. Aiuta il prossimo e smettila di comportarti da bambino perché non ti rende “figo”; non sei più intelligente se prendi in giro qualcuno; uscendo stai solo prendendo in giro te stesso. Evidentemente non sai cosa si prova a vivere in una situazione del genere percui fidati se ti dico che non vorresti mai provarlo. Metti la salute degli altri prima della tua, sempre. Magari pensi che non sei il centro dall’universo e ovviamente non salverai il mondo se non contagi una persona ma sicuramente avrai salvato una famiglia. Se hai un minimo di umanità mettiti una mano sulla coscienza e rifletti perché alla fine dei conti, quanto ti costa restare a casa? 

In famiglia sfortunate, come molte oggi giorno nel mondo, é vero, ci si unisce come nucleo familiare ma sta certo che la famiglia non può aiutarti in tutto; quando hai bisogno solo di una persona e quella non é qui con te, anzi sta lottando per la vita si cade a pezzi. 

Si lo so, sono solo una ragazza e forse meritò ancora quel piccolo di innocenza e di allegria ma in questa quarantena ho veramente visto il lato oscuro della vita. 

Ho imparato cosa significa sentirsi inutile; ho imparato che cosa significa essere sola; ho imparato cosa significa non avere chi vuoi al tuo fianco.  E sai una cosa? Tu almeno qualcosa da fare la puoi trovare per non pensare ma io da quando mi alzo a quando mi rimetto a letto non ho niente capace di distrarmi: posso solo aspettare, aspettare e aspettare.  E posso solo dire che l’attesa é straziante; é un continuo macigno sullo stomaco che ti toglie la fame e il sorriso. 

Ogni volta che suona il telefono quel solito brivido che ti percorrere la schiena; ogni volta che chiami il dottore la paura che ti dia una brutta notizia; tutte quelle notti passate in bianco che ormai ci hai perso il conto. Quante volte mi sono chiesta: ma come si fa a vivere così? 

Siamo qui bloccati in casa senza distinzioni; siamo tutti qui a fare i conti con le ore che non passano.   É un periodo che non guarda in faccia nessuno: povero o ricco che tu sia, bianco o nero che tu sia. Per la prima volta nella storia forse siamo tutti uguali e questo mi fa pensare a quanto in realtà l’umanità abbia sbagliato. Ci voleva davvero un virus per rendercene conto? Era davvero necessario questo per farci dire che siamo qui tutti insieme?

Stiamo tutti uguali ma non da adesso; lo siamo stati sempre.

Siamo in attesa che ci dicano che possiamo tornare alla normalità. 

Anche io lo sono; non immagini quanto.

Ma non é quella “normalità” che vogliamo. Non é quella normalità che voglio; io non voglio la normalità di adesso.  Non voglio vivere con mascherine e igienizzanti. Vorrei solo svegliarmi; vorrei aprire gli occhi e vedere quel viso familiare che mi dice che era solo un brutto sogno.

Voglio tornare indietro nel tempo al mondo che non era bloccato; a quel mondo tanto bello, cui bellezza non ho mai saputo cogliere. La verità é che nessuno si rende mai conto di quello che ha finché non lo ha più e io spero di non dovermi pentire di non aver vissuto in pieno. 

Mi manca l’aria che si poteva respirare; mi mancano gli abbracci che si potevano dare. Noi vogliamo tornare al mondo libero dimenticandoci di tutto e fare finta che non sia mai esistito; prendere il calendario del duemilaventi e buttarlo via. Ma questo non succederà mai.

Per quanto tempo terremo le distanze, anche tra le persone e cui vogliamo più bene, non lo sappiamo. Come possiamo immaginarci un futuro felice sapendo che c’é il rischio che nulla sarà mai più come prima? a cominciare dalla tua famiglia.Tutto questo non svanirà nel nulla: “niente si crea e niente si distrugge”, ce lo insegna la scienza e noi possiamo solo restare a guardare mentre la vita ti porta il conto di tutti gli sbagli. 

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