Siamo in un mondo pieno di calcoli, statistiche, previsioni ma nessuno riesce mai a capire totalmente ciò che il futuro ci riserva, quello che possiamo fare è affrontarlo al meglio traendo aspetti positivi per noi come individui e per il mondo.

L’educazione, letteralmente “il saper trarre il meglio” è fondamentale non solo considerando un bagaglio culturale ma anche da un punto di vista etico e morale perché ognuno deve contribuire con ciò che di giusto possiede, altrimenti il progresso verrà visto come un qualcosa di negativo, come sosteneva Rousseau.

Basti pensare a Galileo il quale credeva che era necessario imparare come funziona l’universo, non come si arriva al cielo.

È l’agire umano lo snodo principale del divenire, come già ai tempi dell’Illuminismo il tempo è fondamentale, risparmiare tempo diventa guadagno, il tempo è denaro.

Con il cosmopolitismo c’è un’apertura nei confronti del diverso e una disponibilità che fa dello sviluppo una risorsa, come quando a Vienna si dovevano ridisegnare i confini nell’età della Restaurazione, la modernità si presentò come un limite ma i nobili capirono che se non fosse stata accettata non si sarebbe potuto andare avanti.

“Se vuoi fare un passo avanti, devi perdere l’equilibrio per un attimo” come cita Massimo Gramellini, la perdita momentanea della metriotes oraziana si rivelerà poi in conquiste, un esempio attuale credo sia proprio lo sviluppo del settore tecnologico e nuove scoperte alla portata di tutti sul web.

Il “bicchiere mezzo pieno” di questa situazione è proprio questo sta infatti a noi non abusarne ma capire come utilizzare al meglio le risorse sia per scopi scolastici, per quanto mi riguarda, ma anche per momenti ludici e di svago.

In questi anni c’è un’arte che si deve adattare ai tempi, creando piattaforme con musei visitabili dal nostro cellulare, c’è la musica 8D che simula di essere a pochi metri dal nostro cantante preferito, ci sono aule digitali per assistere gli studenti e continuare il programma scolastico e molto altro ancora.

Certo non è lo stesso modo di interagire e sentirsi veramente partecipi ma grazie alla tecnologia in questo periodo buio ci siamo sentiti tutti più vicini e uniti verso un unico obiettivo.

L’apertura al mutamento non deve spaventarci del tutto, potrebbe essere un’occasione per riscoprirci, per perdere e poi recuperare il nostro equilibrio che si rivelerà poi più saldo e sicuro.

Credo che le tecnologie cambieranno la nostra quotidianità ma sostengo che non devono stravolgere i nostri principi, nostro essere, la nostra identità per far sì che ognuno riesca a trovare il proprio posto nel mondo.

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