All’emergenza Covid-19 se n’è affiancata un’altra ancora, virtuale, rappresentata dalle fake news che circolano attraverso numerosi canali web, WhatsApp in particolar modo, che hanno raggiunto anche il giornalismo. Girano audio di falsi medici che sconsigliano il vaccino antinfluenzale in quanto facilita il contagio da Coronavirus o invitano all’assunzione della vitamina C per contrastarlo (notizie non veritiere), diffuse sono informazioni che attestano che il virus possa essere contratto dagli animali domestici nonché il bere bevande calde avrebbe ucciso l’ospite nemico qualora l’organismo ne fosse entrato in contatto. Tutte questioni, insomma, che non hanno avuto riscontri scientifici e che hanno generato dell’allarmismo ingiustificato nei confronti dell’opinione pubblica. Particolare attenzione deve svolgere il giornalismo, il mezzo principale d’informazione, che spesso non ha esitato ha diffondere notizie rivelatesi poi fake news. Attualmente vi è una vera e propria lotta per arginale tale diffusione: Facebook ha raggiunto un accordo con Pagella Politica (un progetto che mira a monitorare le dichiarazioni dei principali esponenti politici italiani, al fine di valutarne la veridicità attraverso numeri e fatti) per utilizzare su WhatsApp il suo nuovo progetto di fact checking: Facta; in tal modo gli utenti potranno godere di uno strumento specifico per testare la veridicità delle notizie connesse al Covid-19. Ruolo importante, tuttavia, lo svolge lo stesso lettore il quale deve affidarsi a testate giornalistiche accreditate e confrontare quanto letto in siti diversi ed affidabili quali, ad esempio, quello del Ministero della Salute. Fondamentale è contrastare la pandemia e, allo stesso modo, è doveroso far si che le notizie che la riguardano siano veritiere per non diffondere panico e, al contrario, per far vivere in ognuno di noi quel barlume di speranza che “tutto andrà bene”.

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