Le menzogne esistono sin dai tempi più antichi. Col passare del tempo e con l’evolversi dei mezzi di comunicazione esse inizialmente trasmesse “porta a porta” sono poi dilagate nel mondo, ormai più senza, confini, grazie all’Internet ed ai social network.

Con il termine Fake news si vuole designare un’informazione, in parte o del tutto non corrispondente al vero, divulgata, intenzionalmente o non, attraverso il Web, i media o le tecnologie digitali di comunicazione e caratterizzata da un’apparente plausibilità, alimentata quest’ultima da un sistema distorto di aspettative dell’opinione pubblica e da un’amplificazione dei pregiudizi che ne agevola la condivisione e la diffusione pur in assenza di una verifica delle fonti.

Il neologismo ha conosciuto amplissima diffusione a partire dal 2016, ed è entrato prepotentemente nel lessico giornalistico grazie all’impiego fattone l’anno successivo dal neoeletto Donald Trump per sostanziare le sue campagne contro i mezzi di informazione.

Le false notizie sono state sempre causa di problematiche, ma mai come ora lo sono in questi tempi in cui anche un solo dato falso provoca panico e confusione. Proprio per questo dobbiamo vigilare sulle informazioni che riceviamo; dobbiamo cercare di comprendere se queste provengono da fonti attendibili o meno.

Se questo non fosse sufficiente sarebbe opportuno confrontarle con notizie provenienti da altre sorgenti e quindi capire, col buon senso, quale notizia possa essere attendibile e quale non attendibile.

Come credere ad esempio che attraverso l’emissione di sudore derivato da attività fisica si possa eliminare un eventuale virus, oppure credere che con un cucchiaio di miele al giorno, considerato ricco di proprietà antibatteriche e disinfettanti, si possa evitare l’infezione da Covid-19?

Occorre essere sempre razionali ed inoltre è importante essere vigili su ciò che si legge per evitare, di lasciarsi prendere dalla paura; il falso allarmismo non fa altro che peggiorare la situazione.

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