Le cosiddette “bufale”, quindi le notizie false, sono state sin dalle prime apparizioni causa di situazioni negative: non credo sia mai esistito un articolo con informazioni errate che possa aver avuto riscontri positivi.

Di fatti causano o alimentano ignoranza, e che si tratti di attirare click sul proprio blog portando una maschera di bellezza con ingredienti che incuriosiscono ma nella realtà fanno male alla pelle, o che si spacci qualcuno di famoso per deceduto, ci vuole sempre un po’ per smentirle.

Se però in alcuni casi davanti alla fake news si può chiudere un occhio, in questo momento d’emergenza così critico e delicato bisognerebbe ridurle al minimo o addirittura a zero.

È immediato immaginare che queste in periodo CoVid-19 stiano generando caos, poiché quelle che danno (finte) buone notizie illudono, e magari fanno prendere alla leggera la situazione, mentre quelle (finte) tragiche, rischiano di incupire ancor di più gli umori di un Paese, se si parla dell’Italia, o del mondo, che invece necessità proprio ora una grinta che ci dia la possibilità di ripartire appena possibile.

Non solo, bufale su mascherine o in generale con riferimenti medici, paramedici, igienici, rischiano da un lato di alimentare un’isteria già esistente, mentre in altri casi vengono invece descritte tecniche di prevenzione totalmente inefficaci.

Una riflessione in più che ho fatto a riguardo è che noi giovani o comunque in generale le persone che da tempo hanno a che fare con le notizie online, siamo per la maggior parte abituati, per forza di cose, ad intuire quali siano le fonti e le informazioni attendibili e quali meno; ma in quarantena la situazione cambia poiché data la distanza molte persone stanno iniziando solo ora a digitalizzarsi, soprattutto le più anziane che statisticamente hanno sicuramente meno intuito nel riconoscere online il vero dal falso.

Se il mio articolo contasse qualcosa solleciterei il più possibile chi può occuparsi di fake news a smantellarne i siti e denunciare eventualmente anche i creatori di questi; in ogni caso confido comunque nella polizia postale che sicuramente starà cercando di fare il possibile.

La cosa più importante è comunque nel nostro piccolo cercare di non inoltrare informazioni della cui affidabilità non siamo certi e segnalare notizie che sospettiamo non essere vere.

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