Le cosiddette “bufale”, quindi le notizie false, sono state sin dalle prime apparizioni causa di situazioni negative. Di fatto vengono chiamata fake news, si vuole dare un’informazione, in parte o del tutto non corrispondente al vero, divulgata, attraverso il Web, i media o le tecnologie digitali di comunicazione, alimentata quest’ultima da un sistema distorto di aspettative dell’opinione pubblica e da un’amplificazione dei pregiudizi che ne agevola la condivisione e la diffusione pur in assenza di una verifica delle fonti. Se però in alcuni casi davanti alla fake news si può chiudere un occhio, in questo caso così critico e delicato bisognerebbe ridurle al minimo o addirittura a zero. In periodo il virus sta generando caos, poiché quelle che danno (finte) buone notizie illudono, e magari fanno prendere alla leggera la situazione, mentre quelle (finte) tragiche, rischiano di incupire ancor di più gli umori di un Paese, se si parla dell’Italia, o del mondo, che invece necessità proprio ora una grinta che ci dia la possibilità di ripartire appena possibile. Danno notizie false su ogni tipo di cosa, partendo dalle mascherine oppure notizie finte sui medici. Questo porta ad un aumento di preoccupazione verso il Paese dando finto allarmismo. Molti giovani riescono a capire quale notizia sia vera o falsa, anche perché molti stanno ore e ore sui social. La cosa più importante è comunque nel nostro piccolo cercare di non inoltrare informazioni della cui non siamo certi e segnalare notizie che sospettiamo non essere vere.

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