Le fake news sono state da sempre un problema, ma lo sono in maniera ancora più preoccupante da quando internet ha acquistato l’importanza odierna, ovvero diventando parte integrante della nostra vita. In questo periodo del coronavirus possiamo dire che sotto questo aspetto è tutto amplificato, e le notizie rischiano ancor più di compromettere la salute pubblica e scatenare reazioni e preoccupazioni sbagliate nelle} persone.
I social network stanno avendo e avranno sempre più una posizione in prima linea anche in questo campo; infatti da parte di questi vi è il tentativo di fermare la disinformazione. Per evitare la diffusione delle fake news infatti, molte delle più importanti applicazioni e multinazionali stanno prendendo delle misure che mirano appunto ad evitare di spargere queste informazioni ingannevoli. Ad esempio Whatsapp, con l’ ultimo aggiornamento, impedisce di inoltrare a più di un certo numero di persone un messaggio o un link; o ancora Amazon ha bloccato la vendita di alcuni prodotti, divulgati illegalmente come anti-coronavirus; anche Facebook e Twitter si sono mosse a riguardo.
Sperando che non lo sia solo all’apparenza, questi tentativi sembrano essere tutti accomunati dalla voglia di schiarire le idee delle persone, che dall’altra parte vogliono essere giustamente consapevoli e informate adeguatamente.
Sicuramente queste mosse, anche se risulteranno positive, non argineranno completamente il problema. È quindi anche sicuramente nostro “dovere” tentare di filtrare il più possibile le notizie che leggiamo: l’unico modo che reputo valido per farlo, è quello di aumentare ancora di più le nostre letture e le nostre fonti, leggendo anche pareri contrastanti. Soltanto così potremmo formare un nostro parere, che magari non sarà ancora esatto, ma sarà sicuramente meno influenzato da possibili idee sbagliate altrui.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2021 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account