Non si può fare finta di niente, non è possibile sottovalutare un evento che oggettivamente sta cambiando la quotidianità di ognuno di noi, le scuole in tutta Italia sono chiuse, non le regioni del nord o solo quelle del centro, ma l’intera nazione è purtroppo coinvolta.

La prossima settimana si festeggia l’anniversario dell’unità d’Italia, precisamente il 17 marzo, si celebra la nascita del nostro Stato, avvenuta in seguito alla proclamazione del Regno d’Italia nel 1861.

«La Repubblica riconosce il giorno 17 marzo, data della proclamazione in Torino, nell’anno 1861, dell’Unità d’Italia, quale «Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera», allo scopo di ricordare e promuovere, nell’ambito di una didattica diffusa, i valori di cittadinanza, fondamento di una positiva convivenza civile, nonché di riaffermare e di consolidare l’identità nazionale attraverso il ricordo e la memoria civica.»

Semplici frasi che racchiudono dei principi ad oggi sempre più importanti, ogni cittadino deve rispettare le regole e comportarsi al meglio per far sì che ci sia una convivenza consona e appropriata con gli altri ed è solo con la collaborazione di tutti che si riescono ad ottenere i migliori risultati.

In questo periodo vale più che mai ciò che ho appena sottolineato, per sconfiggere un piccolissimo virus senza cervello il quale sta sconfiggendo la popolazione ognuno deve mettere a disposizione per salvaguardare sé stesso e gli altri, cervello, cuore, fiducia, volontà e sacrificio.

Possiamo tirare fuori qualità e pregi che neanche sapevamo di possedere, questa può anche essere un’opportunità per scoprirci, rivalutarci e diventare una nazione più unita capendo che con “il lavoro di squadra” si possono raggiungere dei traguardi importanti.

Parlando di squadre, anche le più alte categorie o non giocano o svolgono le partire senza pubblico, questa è una partita da giocare fuori dal campo, non con contatti corpo a corpo, ma rispettando le regole comportamentali per essere dei bravi giocatori.

Conte infatti sostiene che “se tutti rispetteremo le regole indicate, il Paese potrà rialzare presto la testa”.

Un ingrediente importante è un po’ di amor proprio, non solo riferito al singolo ma alla comunità, prendendo come esempio anche figure che hanno dato un senso agli eventi passati con la loro forza non per mezzo delle armi ma forza di volontà, tenacia.

Bisogna prenderci per mano e rialzarci più forti di prima perché avvenimenti inaspettati e problematici non devono distruggerci piuttosto devono farci reagire e farci capire che siamo pronti ad affrontarli per far sì di essere coscienti e preparati in possibili simili situazioni future.

Non sappiamo ciò che i prossimi anni ci riservano ma con l’esperienza e una buona capacità di gestione siamo in grado di percepire con ancora più sensibilità e di diminuire i tempi di disagio anche i momenti più complessi e delicati.

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