Il termine streaming nel campo delle telecomunicazioni identifica un flusso di dati audio/video trasmessi da una sorgente a una o più destinazioni tramite una rete telematica. Questi dati vengono riprodotti man mano che arrivano a destinazione. Sostanzialmente esistono due tipologie di streaming:
-Streaming on demand, i contenuti audio/video sono inizialmente compressi e memorizzati su un server come file. Un utente può richiedere al server di inviargli i contenuti audio/video. Non è necessario scaricarli per intero sul PC per poterli riprodurre.
-Streaming dal vivo, è simile alla tradizionale trasmissione radio o video in broadcast. Anche in questo caso i dati sono trasmessi utilizzando opportune compressioni per alleggerire il più possibile il carico sulla rete.
Sebbene a volte per trasmissioni via web si utilizzi il termine streaming come sinonimo di “diretta”, è da chiarire che un contenuto in streaming può essere live oppure no.
Un creatore di contenuti per lo streaming guadagna abbastanza per vivere? e quanto guadagna?. Prendiamo come esempio un cantante che condivide con varie piattaforme le sue canzoni. Per citare qualche numero, da recenti rilievi effettuati da Gfk Retail Technology Italia, lo streaming rappresenta oggi nel sistema di misurazione dei consumi il 51% del segmento digitale con un’importante crescita negli ultimi due anni. Un fenomeno, quello dello streaming, dove le visualizzazioni (o ascolti) sono indice di popolarità e fonte di introiti. Se YouTube paga approssimativamente 1 $ ogni 1000 visualizzazioni, servizi come Spotify e Apple Music pagano, per lo stesso numero, cifre quasi 7 volte superiori. A ciò si aggiunge che il sito web di video streaming più famoso al mondo pare essere di gran lunga più gettonato rispetto alle altre due menzionate piattaforme. Inoltre secondo uno studio commissionato dalla value gap, nel momento in cui YouTube dovesse smettere di fornire accesso a opere e contenuti protetti, la maggior parte dell’utenza (85%) migrerebbe verso servizi di bassa lega o addirittura illegali, generando così danni ingenti per la categoria degli autori. Secondo me i creatori di questi contenuti sono contenti sia di mostrate a tutti gli utenti le loro creazioni sia di essere ben pagati per quello che fanno, perciò credo che lavorino come tutte le persone tranne con l’eccezione di essere più famosi rispetto a noi.

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