Negli ultimi decenni l’informatica ha senz’altro vissuto un lungo periodo di crescita verticale, che si protrarrà probabilmente ancora a lungo, i cambiamenti avvenuti sono molti, radicali e percettibili, e ciò ha inevitabilmente intaccato anche l’economia globale che era costruita intorno ad essa. Ma andiamo ad analizzare più a fondo questi cambiamenti. Il settore che è stato più rivoluzionato, dopo l’e-commerce, è stato senz’altro quello dei contenuti multimediali; fino a pochi anni fa tale economia era fondata su un particolare strumento di commercializzazione dei contenuti, che fu prima la video cassetta e in seguito il cd… entrambi col tempo sono diventati obsoleti e sono stati rimpiazzati da un innovativo servizio: lo streaming. 

Lo streaming consiste in poche parole nella trasmissione di contenuti direttamente dalla fonte allo spettatore, attraverso una serie di piattaforme gestite da colossi come Netflix, Sky, e da poco anche Disney (che sembra star avendo un particolare successo). La retribuzione dei divulgatori del servizio in questo caso non dipende più dal costo del singolo contenuto, che può essere tanto un film quanto una canzone, ma da un abbonamento mensile che permette, pagando una quota fissa, di visualizzare tutto ciò che si vuole. 

Si tratta di un modello ricco di pro e contro, fra questi certamente il fatto che, nonostante questo servizio “all you can eat”, dia allo spettatore degli indiscutibili vantaggi, d’altra parte non garantisce ai produttori un’entrata sicura, perché non tutti sono disposti ad investire in questo settore. Inoltre vi è anche una percentuale di utenza che, inconsciamente, pur essendo abbonata al servizio, fa un uso molto limitato di quest’ultimo, e va probabilmente a perderci. Insomma, non esiste ancora una soluzione perfetta, è probabilmente, per semplice legge di mercato, mai esisterà, ma questo tipo di servizio sembra aver completamente rivoluzionato l’economia. 

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