Il surriscaldamento globale è un problema che avvertiamo tutti nel mondo, indifferentemente dal ceto sociale.

Eppure chi è povero ne viene più danneggiato di chi ha un’economia forte.

Oramai l’inquinamento non è più visto purtroppo come un problema concreto, che potrebbe distruggere la nostra Terra, ma come un problema prettamente economico; ed è proprio questo che detta le misure che si adottano contro il surriscaldamento, che proprio per questo non sono sempre esemplari.

Difatti i paesi occidentali non stanno particolarmente risentendo economicamente del surriscaldamento globale, che anzi ha portato ad un’impennata delle vendite di auto elettriche ed ibride, che porta ad un circolo di denaro enorme, che va dagli ingegneri, alla ricerca e così via.

Questo è probabilmente dovuto al fatto che l’occidente ha avuto il tempo di svilupparsi e di consolidare la propria economia con i procedimenti più inquinanti immaginabili, si pensi alle prime macchine a carbone e alle prime automobili; una volta ottenuta questa stabilità economica ed essersi affermati sul mercato, i produttori occidentali hanno ora modo di specializzarsi nella ricerca di fare ciò che hanno sempre fatto, produzione di beni di consumo, nel metodo meno inquinante possibile.

Tutto questo non l’hanno avuto i paesi in via di sviluppo.

Essi non hanno avuto le nostre rivoluzioni industriali, non hanno inquinato come l’occidente, ovvero in maniera incontrollata e dannosissima per l’uomo e per l’ambiente, nei passati 200 anni.

Solo adesso stanno iniziando ad avere un’economia non esclusivamente basata sul settore primario, ma che si sta espandendo anche al secondario.

Per questi paesi sarebbe facilissimo crescere se avessero le stesse possibilità che ebbe l’occidente di inquinare, con tutta la ricchezza del sottosuolo che possiedono.

Il problema è che per il surriscaldamento globale non possono più sfruttarle, in quanto non hanno il denaro necessario per poterle raffinare in maniera meno inquinante e dunque sono costretti a vendere le loro preziose risorse ad un bassissimo costo, che non gli permette di crescere.

Dunque mentre l’occidente cresce, si industrializza sempre di più, investendo su questo cambiamento climatico, cogliendolo come un’occasione per arricchirsi, i paesi in via di sviluppo non possono permetterselo e dunque si trovano costretti ad inquinare, anche solo per riuscire ad arginare economicamente tutti i problemi che il surriscaldamento globale gli porta.

Il problema a questo punto si riscontra nel fatto che inquinare viene pesantemente sanzionato dalle altre nazioni.

Dunque i paesi in via di sviluppo di trovano in una morsa senza uscita. Se inquinano guadagnano, ma tanto devono utilizzare quel denaro per riparare ai danni provocati dai disastro naturali, per pagare le sanzioni e per non parlare del danno in salute che questo inquinamento velenoso ha portato in città come Nuova Delhi, dove l’inquinamento ha già fatto moltissime vittime.

Se non inquinano non diventeranno mai indipendenti e saranno sempre alla mercé del prezzo e delle richieste degli occidentali.

Proprio in questo modo aumenta il divario tra paesi che sono sempre più ricchi e paesi invece che vengono sempre più dilaniati dalla povertà.

Il dovere dell’occidente sarebbe quello, nell’interesse di tutto il pianeta, di aiutare i paesi in via di sviluppo a crescere in maniera pulita, investendo nella ricerca; dunque aiutandoli a diventare economicamente indipendenti, degli alleati economici piuttosto che delle risorse da sfruttare, azzerando così anche le differenze sociali.

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