La disuguaglianza sociale è una differenza considerata da un gruppo sociale come ingiusta e pregiudizievole per le potenzialità degli individui della collettività. È una differenza oggettivamente misurabile e soggettivamente percepita. Gli elementi che la compongono sono le differenze oggettive esistenti, ossia il possesso minore o maggiore di risorse socialmente rilevanti. La sociologia affronta il tema della disuguaglianza sociale elaborando due distinte interpretazioni, entrambe valide ed ineliminabili: l’interpretazione valutativa consiste nello studio dell’ordine, della divisione del lavoro e della stratificazione sociale. Per es. la posizione di amministratore delegato di una grande azienda è molto elevata; l’individuo sarà collocato nella fascia medio alta della gerarchia sociale.L’interpretazione politica consiste nello studio degli interessi e del potere e spiega la disuguaglianza con la differenza di potere; quindi con un’ingiustizia di fondo.
Un compito importante nell’attenuare la diseguaglianza sociale ed economica è spettato, tradizionalmente, nella cultura occidentale, alla città e ai processi di urbanizzazione.In passato, nella società occidentale, la città ha avuto un ruolo cruciale quale spazio privilegiato entro cui l’agire storico dell’uomo, sviluppando dinamiche di innovazione tecnologica, scientifica, istituzionale, era in grado di promuovere processi di mobilità sociale, favorire l’integrazione sociale, creare nuove identità sociali e culturali.
Il riscaldamento globale tende ad accentuare le disuguaglianze economiche tra le nazioni.I risultati degli studi effettuati finora confermano quello che si può facilmente intuire da considerazioni generali: i paesi più poveri hanno maggiore probabilità di subire gli effetti negativi del riscaldamento globale, in termini ambientali, e i loro abitanti in termini di qualità di vita, economia e salute. Questo avviene in parte perché questi paesi e i loro cittadini hanno scarsi strumenti per difendersi dal fenomeno del riscaldamento globale e in parte perché vivono tendenzialmente nelle zone più calde della Terra, dove un ulteriore incremento della temperatura media può mettere in crisi la produttività lavorativa, in particolare quella agricola, e le condizioni di vita.
Quindi in effetti è vero che il riscaldamento globale influisce sulle disuguaglianze sociali peggiorando ancora di più la situazione attuale in quanto non esiste un’equilibrio tra le classi sociali.

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