Sin dagli albori delle prime civiltà, si è potuto notare come l’ambiente in cui esse si trovavano e quindi anche le risorse che si potevano avere disposizione, fossero dei fattori fondamentali per la propria crescita e sviluppo. Con l’andare degli anni la situazione si è perciò evoluta e quelle civiltà, tramite vari processi di unione e ampliamento, hanno dato vita alle moderne nazioni. Anche oggi, quest’ultime, riflettono il loro territorio nelle proprie ricchezze e nei progressi fatti: basta guardare una semplice cartina del mondo per vedere come i paesi che si trovano, ad esempio, in un clima mite, come l’Europa occidentale, siano stati da sempre centro di grandi civiltà e rappresentano oggi una parte delle nazioni più progredite.

Purtroppo però, la parola “più” comprende da sempre nel suo significato una disuguaglianza, poiché se, come in questo caso, ci sono nazioni che grazie al clima dove si trovano o grazie alle risorse che il loro territorio gli offre, sono più sviluppate, al contrario ce ne saranno per forza altre che, sfavorite dalla loro posizione geografica, hanno trovato più difficoltà nel progredire.

Anche in questo caso, come nel precedente, per comprendere quello appena detto, è sufficiente guardare ad esempio i cosiddetti paesi del Terzo Mondo, che accomunati da un clima ostile per l’uomo e da una storia caratterizzata dai colonialisti che li hanno sfruttati, sono, al giorno d’oggi, paesi poveri e poco sviluppati.

Questa disuguaglianza di cui stiamo parlando, al contrario di quello che possiamo pensare, si sta accentuando e una delle più grandi cause è, appunto, il cambiamento climatico, strettamente legato all’inquinamento. Anche in questo caso, come la storia ci ha insegnato, a soffrire di più sono le persone che già si trovavano in difficoltà: per comprovare ciò, riporto i dati di uno studio recente che ci dicono che nel giro di trent’anni in Africa, i tassi di crescita del PIL pro-capite si diminuiranno del 10%, soltanto a causa dei cambiamenti climatici.

Le disuguaglianze inoltre, non colpiranno soltanto i paesi tra di loro, ma anche le classi sociali degli stessi. Le persone povere infatti sono più in pericolo e maggiormente colpite dai disastri ambientali, quali ad esempio terremoti o uragani, vivendo in zone e abitazioni meno sicure rispetto alle persone più benestanti.

Tutto questo ci dà ovviamente un’altra ragione, come se ne servissero altre, per combattere L’inquinamento, visto che ben presto sarà un problema che colpirà tutta la collettività.

1+
avatar
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account