La risposta globale a questa nuova malattia è veramente disarmante, sia a causa dello sviluppo di nuove infezioni nei nostri paesi, sia a causa del crescendo dei numeri di morti. Ciò che non viene detto spesso alle persone è che nella maggior parte dei casi mortali, le persone già presentavano condizioni precarie e/o preesistenti che permettevano il facile insinuarsi del virus nel corpo. Di conseguenza il mondo non dovrebbe essere così allarmato, in quanto la comune influenza ha ucciso e continua ad uccidere un numero molto maggiore di persone del virus che ha scatenato una così grande speculazione in giro per il mondo. Si parla di una malattia che ci sterminerà tutti, di una malattia incurabile, oppure di un virus sviluppato da case farmaceutiche per poi vendere gli antibiotici e i vaccini ad un prezzo più alto, ma quanto c’è di vero? Nulla, proprio nulla.

Questo rapido flusso di informazioni non sta permettendo ai media di interpretare al meglio le diverse fonti, che in un momento sembrano attendibili, in un altro sembrano uscite dai cartoni animati. Come suggerisce anche Giuseppe Ippolito, il direttore dell’Istituto scientifico nazionale per le malattie infettive L. Spallanzani di Roma, bisognerebbe puntare l’attenzione sulla continua ricerca per vaccini, che sta producendo grandi risultati, per rassicurare quindi il globo.

Questa continua alimentazione della speculazione genera una preoccupazione tale sia negli Stati, sia nella vita di tutti i giorni, che da un momento all’altro sembra che una persona cinese possa farci morire in 2 secondi: la reazione dei diversi stati all’allarme è stata maggiormente protezionistica, infatti sono stati chiusi i porti, gli aeroporti di paesi come l’Italia o Usa per i voli da e per la Cina, provocando ansia e preoccupazione per chi si trova in una condizione di precarietà, come i turisti cinesi in Italia, o viceversa. Il fatto è che la Cina si è sentita discriminata da questo atteggiamento, ed ora viene trattata come se fosse la fonte di tutti i mali, mentre gli altri paesi dovrebbero mettersi a disposizione nella ricerca di vaccini e cure. Sicuramente le funzionalità di Internet svolgono un ruolo negativo all’interno di questa storia, perché più il numero di casi sale, più la speculazione accresce, così come accresce la paura del diverso.

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