Si tratta di un’epidemia devastante quella che da Dicembre 2019 ha cominciato a colpire la popolazione cinese, il corona virus, ma lo è altrettanto l’ondata di fake news in merito al virus che sta travolgendo l’intera umanità.

Nell’era della tecnologia è infatti consuetudine informarsi attraverso la rete digitale, tanto ricca di notizie corrette, quanto di bufale, tal volta diffuse per generare timori e scompiglio; è stato così necessario l’accordo stipulato tra il ministro della Salute con Twitter, così da non creare inutile allarmismi: “Un’attenzione particolare, in questa fase, va riservata alla gestione della corretta comunicazione e al contrasto alle false notizie. Sono felice dell’accordo fatto con Twitter. Un aiuto in più contro un pericoloso virus… le fake news” , ha dichiarato il ministro Speranza, determinato nel rasserenare gli animi e favorire un corretto atteggiamento verso le misure di prevenzione da adottare e le possibilità di contagio, veicolando le informazioni pubblicate dai vari utenti del social.

C’è chi ha ipotizzato che il virus sia stato pensato come arma batteriologica: sarebbe una versione potenziata della Sars realizzata in un laboratorio di Wuhan a scopo militare. La struttura effettivamente esiste e si chiama Wuhan National Biosafety Laboratory. Il centro è stato realizzato nell’ottica di un memorandum tra Cina e Francia e si occupa di biosicurezza, ma le sue funzioni sono differenti e completamente distanti da queste teorie complottiste.

Medici improvvisati, probabilmente forti solo dell’esperienza della visione di Grey’s anatomy, avevano infatti pubblicamente dichiarato tramite post o tweet che il patogeno non si trasmette né tramite animali domestici né ricevendo pacchi o posta dalla Cina. Inoltre gli antibiotici non servono né a prevenire né a curare l’infezione, ma anzi una scorretta assunzione potrebbe lasciare l’organismo ancora più vulnerabile e contribuire alla diffusione dell’antibiotico resistenza. Infatti come dichiarato dall’Organizzazione mondiale della Sanità non sono stati ancora trovati dei vaccini che contrastino l’epidemia, ma gli studi sono in via di sviluppo con la speranza di completare la ri cerca nel minor tempo possibile.

È proprio il sito dell’OMS a cui bisogna rivolgersi in caso si voglia rimanere aggiornati sulla questione, sito con informazioni certe e assicurate: l’affidamento ai social sta provocando una disinformazione tale che numerose campagne razziste contro gli abitanti cinesi nei propri Paesi sono state create, portando a un’evidente discriminazione nei confronti di quest’ultimi. L’atteggiamento da adottare dovrebbe essere quello opposto, di supporto e vicinanza nei confronti di chi sta affrontando un periodo segnato dalla paura e dalla morte e dalla sofferenza dei propri cari che sono stati colpiti, che a breve potrebbe interessare molti di noi. Ben venga la prevenzione e la precauzione, ma sia stimolato un sentimento di unione volto a combattere faide sociali e psicosi che ancor più duramente del virus sta lacerando gli uomini.

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