A volte fare un passo indietro permette di evitare una fine che molto probabilmente non ci piacerà, che reputiamo ingiusta o sbagliata. Spesso può voler dire perdere dei vantaggi e dei privilegi, o turbare e qualche volta addolorare le persone che ci sono accanto. Il lasso di tempo in cui mettiamo in atto questo cambiamento, sarà quindi incorniciato da dissensi vari ed opposizioni. Ci sentiremo turbati, a volte inadeguati e sbagliati.

Se però, questo cambio di muta, ci permetterà di avvicinarci ancora di più a ciò che vogliamo essere (o ciò che infondo già siamo), allora io credo sia giusto metterlo in atto. È nostro diritto agire, sempre nei limiti dell’interesse pubblico, come meglio crediamo, per tentare di realizzarci e di arrivare ad essere il modello di persona cui ambiamo.

È questo il caso di Harry e Meghan, i duchi del Sussex, che hanno scelto di rinunciare ai loro titoli reali, perdendo così moltissimi vantaggi che prima possedevano, come ad esempio i fondi pubblici, enormi somme di denaro alle quali prima avevano accesso. Inoltre questi non potranno più servire la regina, e ricevere quindi dei soldi dal Sovereign Grant, fonte di guadagno per la famiglia reale.

Per alcuni si tratta di un’azione sconsiderata, figlia di due persone che non vogliono prendersi le proprie responsabilità. Per altri è un atto di ribellione verso delle ingiustizie interne, chissà, forse entrambe le cose. In ogni caso, ora si dedicheranno a ciò che meglio li rappresenta, lavorando in un altro ambito che probabilmente sarà quello dello spettacolo.

È difficile leggere il mondo senza parafrasare, spesso si generano fraintendimenti e confusioni. Noi da esterni dovremmo limitarci a commentare l’accaduto senza giudicare troppo i diretti interessati, non possiamo sapere il modo in cui vivevano questa situazione. E soprattutto non possiamo sapere il modo in cui vivevano, non siamo a conoscenza delle pressioni che giornalmente erano costretti a sostenere, nè tanto meno dei rapporti che avevano con la famiglia reale, che potrebbero essere complicati e difficili da sostenere. Quindi credo che noi in quanto esterni dovremmo semplicemente essere contenti del fatto che abbiano trovato il coraggio di fare una cosa mai avvenuta prima e che molto probabilmente donerà loro stabilità e soprattutto felicità.

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