Una giovane diva del cinema e un affascinante e ribelle principe… sembrerebbero i personaggi di un appassionante film d’amore e invece sono i protagonisti delle vicende della famiglia reale più chiacchierata di sempre. Meghan Markle e il principe Harry sono la coppia che ha destato non poco scalpore sin dal principio, quando nessuno avrebbe immaginato che questa storia d’amore così improbabile avrebbe mai raggiunto tanti traguardi. E invece, determinati e caparbi, hanno frantumato gli schemi usuali, da sempre cornice del l’immagine perfetta della famiglia più importante d’Inghilterra, destabilizzando l’ordine delle cose affermate ormai da numerosi anni.

La loro scelta è stato l’esplicito segnale di un’ardita ricerca di indipendenza, ma soprattutto della necessità di costruire con le proprie mani il proprio futuro, senza limitarsi a rispettare i canoni di una vita imposta fin dalla nascita.

Varie le conseguenze di essere senior members, coloro che svolgono funzioni ufficiali per conto della regina: il consorte della sovrana e i quattro componenti successivi nella linea di successione. In questo caso, il principe Filippo, l’erede al trono il principe Carlo e i suoi figli William e Harry con le rispettive mogli. Quindi quello a cui i due coniugi hanno rinunciato sono gli impegni ufficiali, come le visite negli ospedali, nelle scuole, presenziare a eventi di beneficenza. La cosa, però, non è così semplice.

Terminato questo periodo di transizione sarà necessario decidere se il principio di indennità a cui erano soggetti il principe e sua moglie sarà ancora valido: una somma totale di 43 sterline erogata dalla regina, detta anche “Sovereign grant” serve a coprire le spese di sicurezza, la manutenzione e la ristrutturazione delle loro residenze, i viaggi diplomatici e le spese del personale.

Una rinuncia economicamente impegnativa, ma che sicuramente darà loro la possibilità di intraprendere un cammino personale che rispecchi la loro volontà e il loro progetto di vita, nonostante le origini che avrebbero previsto un finale differente. Una giovane famiglia che ha scardinato dei principi cardine di una società impostata, affermando più forte che mi che “Faber est suae quisque fortunae”.

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