Peggiora di anno in anno, a causa dell’inquinamento atmosferico, la qualità dell’aria che respiriamo: l’Italia registra un drammatico record negativo per quanto riguarda il particolato fine respirabile e in particolare, secondo una ricerca internazionale pubblicata su The Lancet, il nostro Paese risulta primo in Europa e undicesimo nel mondo per vittime premature da esposizione alle polveri sottili Pm2,5. Composte da metalli pesanti, nitrati, solfati, ammonio, carbonio organico idrocarburi, diossine le polveri sottili sono prodotte dai processi di combustione come i motori a scoppio delle auto, combustione del legno, industrie, attività agricole e zootecniche ma sorprendentemente, l’indagine ha rivelato che le maggiori quantità di polveri sottili sono prodotte dagli impianti di riscaldamento delle nostre case con un incremento di oltre 7,3 tonnellate di particelle immesse nell’ aria. Il particolato aereodisperso è in grado di assorbire gas e vapori tossici, in questo modo aumentano le concentrazioni dei gas inquinanti che raggiungono le zone più profonde del polmone trasportati dalle particelle PM10 PM2,5. Considerata la pericolosità di tali sostanze, fondamentale risulta allora adottare misure di prevenzione per ridurre l’esposizione a questi inquinanti quali ad esempio ridurre tutte le fonti di riscaldamento e di aereazione verso l’esterno, mantenere gli ambienti ventilati, usare l’estrattore d’ aria con scarico all’ esterno quando si cucina ma soprattutto cercare anche di ridurre tali emissioni cercando di limitare ad esempio l’utilizzo dei riscaldamenti e delle auto.

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