È inutile continuare a negarlo, siamo entrati in una nuova era in cui noi uomini stiamo mettendo a rischio noi stessi e il nostro pianeta a causa dell’impatto ambientale che produciamo. Tutti quanti infatti, chi più chi meno, siamo responsabili di una parte di Pm10 che sta rendendo sempre più irrespirabile l’aria delle nostre città. Con questa sigla viene identificata una delle numerose frazioni in cui viene classificato il particolato, ovvero quella sorta di pulviscolo non nocivo che da sempre si trova nell’aria e che si può benissimo vedere ad occhio nudo in controluce. Quando però queste particelle di pulviscolo iniziano a diventare più piccole possono diventare deleterie per il nostro organismo, specialmente per l’apparato respiratorio: stiamo parlando delle cosiddette polveri sottili che possono provenire da sorgenti naturali, quali incendi boschivi, diffusione di pollini, erosione del suolo, ma sono maggiormente dovute a processi di combustione legati all’attività umana.

Al giorno d’oggi, molti pensano che la maggior parte di polveri sottili sia prodotta dalle auto e dai mezzi inquinanti che circolano nelle città, ma il Rapporto sulla qualità dell’ambente urbano redatto da Ispra nel 2018 ha dimostrato che l’inquinamento dovuto al traffico su strada è considerevolmente diminuito negli ultimi anni. Al contrario è stato registrato un enorme aumento di Pm10 dovuto alle caldaie e ai riscaldamenti che tutti noi utilizziamo quotidianamente a casa, a scuola, in ufficio: stiamo parlando di un incremento di oltre 7,3 tonnellate di particelle immesse nell’aria: una quantità mastodontica, considerando che ognuna di esse è infinitesimamente piccola. Bisogna quindi prendere atto del fatto che le caldaie immettono nell’aria più del triplo di Pm10 emesso dalle auto e dai camion che circolano sulle strade, ma quando l’aria nelle nostre regioni, specialmente in Lombardia e in Emilia Romagna, inizia a diventare irrespirabile sono proprio questi ultimi a fermarsi.

Quale potrebbe essere quindi un metodo ancora più efficiente per ridurre le emissioni di Pm10 senza dover per forza rinunciare ai nostri mezzi a quattro ruote? Sicuramente disattivare l’impostazione di attivazione automatica del riscaldamento ad un certo punto della giornata limiterebbe gli sprechi e accendere il camino o la stufa qualche volta di meno in inverno potrebbe essere un po’ seccante, ma alla fine il nostro pianeta potrà solo ringraziarci di questi piccoli sacrifici.

Maria Chiara Lentinio

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