Recentemente, stando a quanto espresso da accurate indagini, è stato possibile prendere coscienza della questione inquinamento, che sta letteralmente sfuggendo di mano. Varie città Italiane, fra cui Roma, Milano, Torino, e Venezia, hanno imposto una serie di limiti riguardo il traffico, al fine di tentare di ridurre l’emissione anomala di gas inquinanti. In particolar modo Roma, dopo aver appurato, attraverso, apposite centraline, che in più zone la presenza di polveri sottili supera abbondantemente la soglia di 50 microgrammi per metro cubo. Secondo alcune previsioni, tali valori dovrebbero diminuire nei prossimi giorni, ma non certo grazie al fermo stradale, bensì grazie all’arrivo di piogge, che dovrebbero un minimo ripulire l’aria da tali polveri. La discutibile utilità del fermo del traffico è dimostrata dal fatto, che secondo alcune statistiche, negli ultimi 10 anni, i valori di inquinamento causato dal traffico, sono stati sopraffatti da un problema ben più vasto, che tra l’altro abbiamo proprio sotto gli occhi, ed è il riscaldamento, in particolar modo le caldaie. In definitiva, dal mio personalissimo punto di vista, trovo che il fermo stradale, pensato come metodo di risoluzione per l’inquinamento ambientale, sia una pagliacciata, in quanto sappiamo bene che il trasporto stradale non è il vero problema, c’è molto altro che preferiamo ignorare, perché imporre dei limiti sul traffico è la cosa più semplice, ma se non prendiamo sul serio questo problema, non arriveremo mai alla radice dei problemi in cui esso è radicato.

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