Negli ultimi anni si è assistito ad un vistoso aumento del tasso di inquinamento atmosferico dovuto alle polveri sottili prodotte principalmente dalle emissioni di monossido di carbonio dai tubi di scappamento degli autoveicoli in circolazione e dalle caldaie domestiche che riscaldano le abitazioni, in particolar modo durante la stagione invernale. Tutto ciò ha purtroppo fatto registrare un incremento delle patologie dell’apparato respiratorio e dei tumori. Recenti studi hanno dimostrato che l’utilizzo casalingo di termosifoni emette molte più polveri sottili nell’aria rispetto agli autoveicoli. Ovviamente non è che anche le autovetture non abbiano la loro buona dose di responsabilità, tanto che pochi giorni fa i sindaci delle città di Milano, Roma, Torino e Venezia, poiché i livelli di polveri sottili avevano raggiunto una quantità molto elevata, hanno deciso di stoppare la circolazione di mezzi a diesel ritenuti troppo inquinanti. In particolar modo il dato che ci deve fare riflettere sulla gravità del problema è la crescita dei tumori, principalmente ai polmoni e alle vie aeree, del 10% in più rispetto all’ultimo anno. Per tale circostanza sembra quasi un obbligo trovare un modo per cercare di limitare il danno ambientale per migliorare lo stile di vita di tutti i giorni, come ad esempio stanno facendo alcuni stati europei cercando di aumentare la produzione di macchine elettriche. Tuttavia, come hanno riportato alcune aziende automobilistiche, i nuovi tipi di autoveicoli si scaricano molto facilmente e che è quindi necessario un aumento di stazioni di carica che oggi come oggi hanno un costo molto elevato. La Mercedes-Benz vuole introdurre un nuovo veicolo ad impianto fotovoltaico molto più resistente ed economico. Quindi già molte nazioni sono scese in campo per creare nuovi automezzi ecologici e sembra che in pochi anni molte macchine elettriche saranno già in circolazione. Ma oltre a questo è presente, come citato prima, il problema degli impianti di riscaldamento che superano le macchine in qualità di emissioni di co2. Soprattutto le caldaie producono altissimi tassi di metano e polveri sottili e, essendo molto economiche, le emissioni avvengono su scala molto ampia. Ad esempio in Spagna sono molto utilizzate le caldaie a vapore acqueo e ad energia fotovoltaica. Il calore del sole riscalda un serbatoio d’acqua che arriva tramite un sistema di tubature fino ai termosifoni. Però queste producono molto meno calore rispetto agli impianti classici, infatti in Spagna la temperatura climatica media è abbastanza alta per tutto l’anno quindi non c’è bisogno di caldaie ad alto potenziale. Un tipo che sembra molto efficiente e pulito è quello elettrico. L’elettricità proveniente da un impianto idro-elettrico, abbastanza diffuso in Italia, arriva direttamente ai termosifoni delle case producendo molto calore non inquinante.

Si evidenzia da quanto sopra esposto che le innovazioni tecnologiche possono limitare problemi come l’inquinamento dell’aria, del riscaldamento globale e l’incremento dei tumori. Per arrivare a tutto ciò non c’è bisogno soltanto della spinta innovativa di qualche scienziato o capo aziendale, ma anche la singola comune persona deve cercare di adottare comportamenti giusti per l’ambiente perché molto spesso l’uomo sottovaluta tutte queste minacce ritenendole innocue ed inoffensive, ma a lungo andare si arriverà a situazioni drammatiche e irreversibili.

Daniele Mengarelli

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