Al contrario di come molti affermano non è l’inquinamento dovuto al traffico che danneggia maggiormente l’ambiente bensì quello derivante dalle emissioni delle fabbriche e delle caldaie che detengono il primato in questa questione.

Quindi il principale nemico dell’aria in città sono le migliaia di vecchie caldaie tuttora in funzione. Lo evidenzia una ricerca del Politecnico di Milano, secondo la quale i sistemi di riscaldamento ormai obsoleti, specie se alimentati a gasolio, inquinano il triplo rispetto alle vetture.

Questa ricerca, presentata in occasione del Forum energia di Milano, sottolinea come, negli ultimi vent’anni, le polveri sottili generate dal trasporto su gomma tanto delle persone quanto delle merci siano calate del 60 per cento grazie al ricambio generazionale delle motorizzazioni e alle nuove tecnologie, mentre il particolato emesso dalle caldaie è addirittura raddoppiato.

Infatti, così come si sono sostituite le vecchie auto con nuove meno inquinanti ci si dovrebbe preoccupare maggiormente delle abitazioni poiché ce ne sono molte anche definite “colabrodo” che disperdono tutto il calore facendo lavorare molto la caldaia e più lavoro corrisponde a maggior inquinamento.

Il 55 per cento degli edifici ha oltre quarant’anni – percentuale che sale al 75 per cento nei grandi centri urbani – e la stragrande maggioranza rientra in una classe energetica molto bassa (G). Pertanto le vecchie case andrebbero riqualificate.

Riqualificare la casa e apportare modifiche di miglioramento energetico del fabbricato non avrebbe un esito positivo solo nel campo dell’inquinamento, bensì anche in campo economico con minore spesa per riscaldare.

Fortunatamente anche le caldaie, maggior esponente di inquinamento, sono in continuo sviluppo e quelle che sono sul mercato ora inquinano fino ad un sesto rispetto quelle presenti fino a qualche decennio fa. Esistono delle caldaie a gas che potremmo definire green perché in grado di raggiungere una classe energetica A+.

Sono le caldaie a condensazione, che oggi hanno un bassissimo impatto ambientale, pur offrendo all’utente finale uno strumento concreto per evitare sprechi energetici a livello domestico e quindi risparmiare.

Ma anche meno inquinanti sono le caldaie condensing solari o meglio ancora le caldaie a biomassa.

Già da qualche anno esistono diversi incentivi a livello statale per sostituire i vecchi modelli a camera stagna con queste versioni più affidabili, di ultima generazione.

 

Ci si augura quindi che, così come avvenuto per l’inquinamento prodotto dai veicoli, queste politiche di sostituzione delle caldaie e di rinnovo e miglioramento dell’involucro degli edifici possano, in breve tempo, ridurre significativamente la quantità di emissioni in atmosfera in sinergia con altri interventi mirati nei confronti di tutti le altre fonti inquinanti.

Michele Mazzocchini

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