Il 2019 potrà essere considerato da qualcuno come l’anno di svolta; nei giornali, nei programmi televisivi e per fino nelle conversazioni quotidiane ha trovato finalmente spazio, nel bene e nel male, il tema della sostenibilità, del surriscaldamento globale e dell’inquinamento. Quest’anno, infatti, si sono verificati eventi tanto unici quanto dolorosi come gli incendi che stanno devastando l’amazzonia, l’Australia, l’acqua troppo alta a Venezia, le enormi quantità di plastica nel Pacifico come nel nostro Mar Tirreno.

Quest’anno dunque è stato l’anno in cui la popolazione mondiale ha deciso di svegliarsi, di alzarsi e anche di lottare. Lottare per un cambiamento, per un miglioramento, partendo dalla quotidianità. Tanti giovani si sono mossi grazie ad una forza d’animo pazzesca alimentata dalla ragazzina svedese Greta Thunberg che ha provato più volte a farci aprire gli occhi e proprio quest’anno possiamo dire che ci è quasi riuscita. “Noi siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no”, ha affermato durante uno dei suoi discorsi. Il 18 aprile a Roma, aggiunge: “Kennedy disse ‘andiamo sulla Luna’ e dopo qualche anno ci si andò. Notre Dame è andata a fuoco e in poche ore si sono trovati i soldi per ricostruirla. Quando vogliamo fare una cosa, i mezzi li troviamo. Il problema è che nulla viene fatto per fermare la distruzione del clima. Sappiamo cosa dobbiamo fare, fermare i gas serra. Ma la crisi climatica è la più difficile da affrontare, perché la nostra economia dipende dalle fonti fossili che distruggono l’ecosistema. Milioni di studenti in tutto il mondo scioperano per il clima ma niente è cambiato e, se devo essere franca, non ci sono cambiamenti in vista. E allora perché le persone importanti si congratulano con noi? Siamo scesi in piazza non perché possiate farvi i selfie, ma perché agiate. Vogliamo rimpossessarci dei nostri sogni e delle nostre speranze”.

Inoltre, il 2020 è l’anno in cui inizia “il decennio per il clima” e questa volta non ci sarà spazio per le prese in giro, per il rimandare ma le emissioni di gas dovranno realmente diminuire e noi dovremo realmente impegnarci.  Fino a quando non ci si inizia a concentrare su quello che è giusto da fare, piuttosto che su quello che è politicamente accettabile, non c’è possibilità di sconfiggere, almeno in minima parte, ciò che sta avvenendo nella nostra terra.  

Questo primo gennaio più che mai, quindi, i propositi per l’anno nuovo dovranno essere sinceri. Dovremmo impegnarci come l’impegno che mettiamo nella dieta o nella palestra perché nella vita, più che le belle forme, contano gli affetti ed è arrivata l’ora che mostriamo tutto il nostro amore per la nostra casa: la terra. Mi chiedo, dunque, se il 2019 è stato l’anno della consapevolezza, sarà il 2020 quello per intervenire?

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