All’inizio di un nuovo anno si è soliti fare un resoconto dell’anno passato e delle previsioni per quello che sta iniziando, questo è ciò di cui intendo trattare.

Quali sono stati i fatti più rilevanti del 2019?

A mio parere due sono gli avvenimenti che hanno caratterizzato l’anno: il primo riguarda la battaglia portata avanti da Greta Thunberg per lo sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climatico, grazie alla diciassettenne svedese molti ragazzi hanno riflettuto sull’importanza dell’argomento e hanno deciso di manifestare anche loro, in particolar modo nei Fridays for Future (venerdì per il futuro) lanciati dal movimento studentesco universale, per evitare che il nostro mondo si autodistrugga. Il secondo invece riguarda le elezioni avvenute nel Regno Unito, in seguito alla vittoria elettorale di Boris Johnson, membro del partito conservatore, un nuovo piano relativo alla Brexit ha ottenuto il via libera della Camera dei Comuni. L’uscita del Regno Unito dall’UE avrà conseguenze non solo sugli inglesi, ma su tutta l’economia mondiale.

Cosa possiamo desiderare maggiormente per il nuovo anno?

Innanzitutto la pace nel mondo che sembra essere messa a rischio dai tanti focolai di guerra che fanno tutt’ora vittime nei paesi del Medio-Oriente come in Iran e in Afghanistan o nel continente africano o ancora ad Hong Kong.

Inoltre dovremmo augurarci di riuscire a prevenire e osteggiare i pericoli determinati dai forti cambiamenti climatici che determinano gli attuali incendi che si verificano in Australia o lo scioglimento dei ghiacci polari che provoca con l’innalzamento dei mari la riduzione delle terre emerse.

Un altro desiderio è quello di veder terminare le attuali forti migrazioni dovute alla mancanza di cibo, lavoro e pace che si stanno verificando in varie regioni sparse nel mondo.

Infine un’ultima aspettativa è quella che la tecnologia continui il suo sviluppo, ma sempre a servizio dell’uomo e non per sostituirlo.

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