Con il 2019 si è chiuso il secondo decennio del XXI secolo; si è trattato senza ombra di dubbio di un anno pieno di eventi e discussioni che hanno tenuto i quotidiani sempre impegnati e colmi di notizie. Una serie di idee e progetti hanno finalmente raggiunto traguardi degni di nota, altri sono invece soltanto all’inizio della loro strada. Una serie di eventi che hanno segnato il passato e stanno modellando il nostro futuro; dunque, cosa dovremmo aspettarci da questo nuovo anno, o addirittura, da questo nuovo decennio? Il 10 aprile 2019 l’astronomia mondiale raggiunge un traguardo mai sfiorato prima, si riesce dunque finalmente ad ottenere un’immagine reale di un elemento misterioso, del quale fino a pochi anni fa si dubitava l’esistenza, un buco nero. Quel giorno venne trasmesso in diretta mondiale il rendering dell’immagine fino alla fine del caricamento, che ci ha dato la possibilità, grazie ad anni di lavoro e a potenti telescopi, di visualizzare la materia che circonda il buco nero M87. Benché si tratti di un grande successo, esso è passato in breve tempo in secondo piano, sopraffatto da notizie di portata ben più preoccupante, come l’incendio di Notre-Dame e la crisi climatica. Soffermiamoci per un attimo su questo secondo punto, perché se la terra non ha futuro, nemmeno l’uomo ne avrà uno. Abbiamo assistito all’ascesa della giovane ambientalista Greta Thunberg, e del suo efferato movimento, che l’ha portata a sedere presso riunioni internazionali con figure di spicco, per discutere con serietà sul da farsi. L’uomo sta rovinando la terra, un problema ignorato per secoli, sta per giungere ad un punto di non ritorno. Per quanto ne sappiamo ora il pianeta terra è l’unico in grado si poter ospitare con certezza la vita, e se lo perdiamo, con lui potrebbe estinguersi la vita. Dalla seconda metà del 2019 ad oggi, avidi incendi stanno divampando in svariate zone della terra, consumando flora e fauna. Dall’Amazzonia, polmone della terra, che ospita gran parte del verde e il 20% dell’acqua dolce presente sul pianeta, all’Australia, un’isola abitata forse più da animali che da uomini, il cui centro continua a bruciare ininterrottamente, sterminando gli animali milione dopo milione. Parallelamente, la tecnologia prosegue il suo sviluppo verticale che ha avuto inizio nei primi anni 2000, e sta portando sulle prime pagine di giornale risultati sbalorditivi. Dunque, con tutte queste novità, cosa dovremmo, o meglio, cosa ci aspettiamo dal futuro? Alcune risposte sono certe, la tecnologia ha preso piede in maniera inarrestabile, e l’intelligenza artificiale sembra avvicinarsi sempre di più all’uomo, dunque, un giorno, non poi così remoto, la tecnologia potrebbe entrare a far parte capillarmente delle nostre vite, e allora non potremmo più farne a meno. Il pianeta sta collassando, o meglio, lo stiamo distruggendo, e senza un immediato intervento su vasta scala, tale danno potrebbe divenire irreparabile. L’unico futuro senza terra che è possibile prevedere senza terra, è quello su altri pianeti. La colonizzazione spaziale dell’uomo, è una previsione che non possiamo dare per certa, ma sono personalmente convinto che prima o poi sia destinata ad avvenire, e l’uomo potrebbe diventare una civiltà ben più vasta di quella che è ora, occupando un pianeta dopo l’altro. Per ora, l’idea che sembra più vicina ad una concretizzazione, è quella di un primo approccio alla vita su Marte, che potrebbe rappresentare il primo passo verso qualcosa di più grande.

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